Grazie all’uso di 23 indicatori gli esperti dell’Institute for Economics and Peace stilano una classifica delle nazioni mondiali più (o meno) pacifiche

Niccolò Pescali
Avvenire 25 giugno 2021

Il Global peace index nasce come tentativo di calcolare il grado di pacificità, ovvero l’attitudine di un determinato paese sovrano a essere considerato pacifico. L’indice è prodotto dall’Institute for Economics and Peace (IEP) (per scaricarlo CLICCA QUI), in collaborazione con un’equipe internazionale di esperti di pace ed è basato su dati forniti e rielaborati dall’Economist Intelligence Unit, una società di ricerca e consulenza che fornisce analisi sulla gestione di stati e aziende.

Ad oggi è considerato il primo e più affidabile metodo per la misurazione della pace nel mondo ed è composto da 23 di indicatori quantitativi e qualitativi divisi in tre tematiche principali: il livello di sicurezza sociale, il livello di conflittualità interno ed estero e il grado di militarizzazione.

Quest’anno la classifica restituisce un quadro di leggero deterioramento del livello di pace mondiale, che è calato mediamente dello 0,07 percento. Si tratta della nona volta negli ultimi 13 anni, con, nel dettaglio, 87 stati in miglioramento e 73 in peggioramento.

In ogni caso si tratta del secondo gap statististico tra un anno e l’altro più basso di sempre. Lo stato più pacifico del mondo rimane saldamente l’Islanda, che detiene il primato dal 2008, seguita da Nuova Zelanda, Danimarca, Portogallo e Slovenia. L’italia è (32esima), superata da Qatar (29esimo), Malesia (23esima) e Buthan (22esimo).

L’Europa resta il continente più pacifico. Molto indietro due stati che hanno fatto della politica estera aggressiva un cavallo di battaglia, gli Stati Uniti e la Russia sono rispettivamente 122esimo e 154esimo. Pessima posizione anche per un’altra nazione che negli ultimi anni ha dimostrato di avere velleità espansionistiche come la Turchia (149esima).

In Africa, il continente più instabile geopoliticamente, i Paesi più in alto nella classificazione sono, in ordine, Mauritius (28esima), Ghana (38esimo), Botswana, Sierra Leone (46esima), Gambia (53esimo) e Senegal (54esimo) e Tanzania (58esimo). I fanalini di coda Libia (156esima), Repubblica Democratica del Congo (157esima) e Somalia (158esima).

Nessuno stato africano è considerato pienamente pacifico, anche se le ultime tre posizioni non appartengono a nazioni di questo continente. A chiudere la lista infatti ci sono tre Paesi dell’area mediorientale (MENA) che si conferma la zona con il tasso di pacificità più basso al mondo. In particolare si tratta di nazioni che hanno una storia recente molto complessa e turbolenta, come Siria (161esima), Yemen (162esimo) e, per la quarta volta consecutiva in ultima posizione l’Afgahnistan (163esimo).