Maria Elisabetta Gandolfi
5 febbraio 2021
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Qualunque sarà l’esito del richiamo fatto dal papa il 30 gennaio scorso, in merito a un Sinodo per la Chiesa italiana, un effetto l’ha sicuramente ottenuto: oggi non si può più ignorare che questo è l’obiettivo che Francesco pone alle Chiese locali. In questo blog abbiamo seguito alcune di queste tappe, oltre a quelle legate al Sinodo dei vescovi che riguarda la Chiesa universale e che nel 2022 celebrerà la sua XVI Assemblea ordinaria proprio su «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione».

Per quanto riguarda l’Italia un primo cenno vi fu al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, nel 2015, quando il papa disse: «Permettetemi solo di lasciarvi un’indicazione per i prossimi anni: in ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un

approfondimento della Evangelii gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni”.

Sul Regno, commentando Firenze alla luce del percorso dei convegni ecclesiali della Chiesa italiana, Gianfranco Brunelli invitava già nello stesso 2015 a riprendere in mano l’idea di un Sinodo nazionale, idea ribadita 4 anni dopo, nel 2019, nel dossier «Il tempo di un sinodo nazionale»; e in quello, poco tempo dopo, a firma di Severino Dianich, su «Chiesa, carismi e sinodalità: attraversati dalla storia».

Anche La Civiltà cattolica aveva nel 2019, con il suo direttore, sposato la stessa tesi, approfondita poi con un intervento di p. Bartolomeo Sorge e con un’intervista a Giuseppe De Rita

Il 20 maggio del 2019, aprendo l’Assemblea della CEI, Francesco è tornato sull’argomento, parlando di «probabile Sinodo per la Chiesa italiana», su cui si era confrontato il Consiglio permanente della CEI in aprile, ma la discussione si arenò sul tema del metodo, interpretando la sinodalità come uno stile più che come uno strumento preciso.

In effetti è questa la tesi del card. Bassetti, presidente della CEI, che in un intervento su Avvenire del 3 febbraio scorso, ricorda il predecessore card. Anastasio Ballestrero che, parlando del Convegno ecclesiale di Loreto (1985), lo definì come un evento che «ha rivelato uno stile di vita ecclesiale».

Numerose sono state le reazioni nell’info-sfera ecclesiale alle parole di papa Francesco di qualche girono fa: dal teologo Pino Lorizio allo storico Fulvio De Giorgi;

anche benevolmente ironiche, come sul blog di Vinonuovo. Al di là delle diverse prospettive, tutte sono accomunate dal senso di un tempo maturo, anche a motivo della pandemia, per un deciso passo avanti.

Giusto una decina di giorni prima del richiamo del papa, era uscito in proposito un nuovo editoriale del Regno, intitolato «L’opzione Sinodo», che invitiamo chi non l’avesse ancora fatto a leggere…