Cari amici,

Tutti diciamo che questo Natale sarà senz’altro diverso, dovuto alle circostanze di isolamento imposte dalla pandemia. Diverso perché non possiamo incontrarci, fare festa, abbracciarci… Ma io direi: magari fosse diverso davvero per noi, approfittando per scoprire e rivivere il senso profondo e cristiano del Natale del Signore.

Alcuni dicono addirittura che quest’anno non ci sarà il Natale. Fortunatamente Dio è fedele alle sue promesse. Sì, ci sarà il Natale di suo Figlio. Possiamo esserne certi. Prepariamogli il posto a casa nostra, e di posto ce n’è, quest’anno. Non viene da ospite però, a farci una visita di cortesia, ma per rimanere con noi tutto l’anno, per essere uno di noi, uno di casa. Non è il caso di rimanere imbarazzati, non si aspetta un palazzo regale. È abituato alla povertà, al disagio, al disordine, alla sporcizia… Non chiudiamogli i sottofondi del nostro cuore, anzi facciamolo entrare proprio lì, nel luogo della nostra miseria, della nostra vergogna, dei nostri istinti carnali. Non per niente è stato deposto in una mangiatoia. Sì, VIENI GESÙ NELLA STALLA DEL MIO CUORE !

Mi ha commosso la storia di Manuel, un bambino siciliano “che parlava con Gesù”, deceduto nel 2010, all’età di nove anni, dopo cinque anni di lotta contro un tumore. Alla vigilia di Natale del 2009, in una letterina ai suoi compagni di scuola dice: «Quando la mia vita era buia e addolorata, ho incontrato un Amico davvero speciale. Mi ha dato la sua mano e io mi sono fidato di Lui. Ed è stato così che Lui è entrato nel mio cuore per sempre. È un Amico che non si vede, ma c’è. Non mi lascia mai solo. Mi tiene stretto al suo cuore e mi dice: “Il tuo cuore non è il tuo ma il mio, e io vivo in te!”. È un Amico davvero, davvero speciale!». Il giorno della sua prima comunione confida alla mamma qualcosa di sorprendente e indecifrabile che diventerà per lui abituale: «Mamma, ho sentito la voce di Gesù, così come tu senti la mia, ma sono riuscito a parlargli e Lui mi rispondeva nel mio cuore. Che bello! Sono felice».
In questo Natale, Signore, ti prego: DAMMI IL CUORE DI MANUEL, perché il Padre nasconde «queste cose ai sapienti» e le rivela ai “piccoli” come lui.

Nella celebrazione di questo Natale non possiamo ignorare la sofferenza di tanti che vivono nella povertà, vittime dell’ingiustizia e della violenza, e tanto meno dimenticare i nostri cari portati via dalla pandemia. A loro va anche il nostro pensiero. Nella mia comunità missionaria ne abbiamo persi diciotto, un terzo dei confratelli. La nostra comunità di anziani e malati è una sala da parto, dove siamo per essere partoriti alla Vita. Ma questo non è stato un parto naturale ma piuttosto traumatico, un parto… cesareo!
In questo Natale del Signore vorrei esprimere anche questo augurio: FELICE DIES NATALIS a tutti i nostri fratelli e sorelle deceduti a causa del virus!

Un Natale diverso a tutti!

P. Manuel João Pereira Correia, missionario comboniano
Castel D’Azzano (VR) 23 dicembre 2020