Il solo pensiero di poter provare in seguito, anche per un solo istante, un minimo senso di rammarico per essermi battezzata senza le necessarie disposizioni d’animo, mi fa orrore. Anche se avessi la certezza che il battesimo è la condizione assoluta della salvezza, non vorrei, per raggiungerla, correre quel rischio. Sceglierei di astenermene fino a quando non fossi giunta alla convinzione che non avrei più da temerlo. E una tale convinzione si può avere soltanto quando si pensa di agire per obbedienza. Solo l’obbedienza non viene intaccata dal tempo. Se davanti a me, su questo tavolo, fosse posta la mia salvezza eterna e non avessi che da stendere la mano per ottenerla, non lo farei fino a quando non credessi di averne ricevuto l’ordine. Perlomeno, così mi piace credere.
E se invece della mia si trattasse della salvezza eterna di tutti gli esseri umani passati, presenti e futuri, so che bisognerebbe agire nello stesso modo. Ciò mi sarebbe difficile, ma se fossi sola in causa mi pare che non avrei alcuna difficoltà. Poiché io non desidero altro che l’obbedienza in sé, nella sua interezza, cioè fino alla croce. Tuttavia non ho il diritto di parlare così. Parlando così mento: se desiderassi realmente questo, lo otterrei; infatti mi accade continuamente di ritardare per giorni e giorni l’adempimento di obblighi evidenti, che sento come tali, facili e semplici da eseguire, importanti se considero le loro possibili conseguenze per gli altri. Ma sarebbe troppo lungo e poco interessante intrattenervi sulle mie miserie. E non servirebbe a nulla. Se non a impedirvi di sbagliare sul mio conto. Vi prego di credere sempre alla mia vivissima riconoscenza. E voi sapete, credo, che non lo dico per formalità. SIMONE WEIL
Dalla seconda lettera a P. Perrin

Per l’Avvento vi propongo un itinerario (non tracciato) di ricerca di Dio con Simone Weil (1909-1943). Nata a Parigi da genitori ebrei non praticanti e educata nell’agnosticismo, è stata una appassionata ricercatrice della verità: “il bisogno di verità è il più sacro di tutti”. Malgrado la sua breve esistenza (è morta a Londra a 34 anni), si tratta di una straordinaria figura poliedrica, militante politica e sindacale, combattente per la giustizia, filosofa, scrittrice e mistica. Alcuni la ritengono il maggior filosofo del Novecento, ma fu emarginata perché filosofa fuori coro. La sua sete di verità la portò a un cammino di ricerca della fede cristiana e ad una esperienza religiosa e mistica, tale da essere definita “l’intelligenza della santità”. Questa dimensione mistica è una chiave privilegiata di lettura della sua opera. Ma tuttavia una cristiana e mistica atipica che preferì non essere battezzata e rimanere sulla soglia della Chiesa.
Ecco alcuni testi estratti da: Simone Weil ATTESA DI DIO