E’ possibile che dopo aver evitato di rifletterci per settimane, mesi, anni, un giorno io senta all’improvviso l’impulso irresistibile di ricevere subito il battesimo, e allora correrò a richiederlo. Le vie della grazia nei cuori sono segrete e silenziose. E’ anche probabile che la mia vita avrà fine senza che io abbia mai provato questo impulso. Ma una cosa è assolutamente certa: se un giorno accadrà che io ami Dio tanto da meritare la grazia del battesimo, riceverò questa grazia in quello stesso giorno, infallibilmente, nella forma che Dio vorrà: in quella del battesimo propriamente detto, o in qualunque altra. Perché allora dovrei preoccuparmi? Non tocca a me pensare a me stessa. A me spetta di pensare a Dio. E a Dio spetta di pensare a me.

Per l’Avvento vi propongo un itinerario (non tracciato) di ricerca di Dio con Simone Weil (1909-1943). Nata a Parigi da genitori ebrei non praticanti e educata nell’agnosticismo, è stata una appassionata ricercatrice della verità: “il bisogno di verità è il più sacro di tutti”. Malgrado la sua breve esistenza (è morta a Londra a 34 anni), si tratta di una straordinaria figura poliedrica, militante politica e sindacale, combattente per la giustizia, filosofa, scrittrice e mistica. Alcuni la ritengono il maggior filosofo del Novecento, ma fu emarginata perché filosofa fuori coro. La sua sete di verità la portò a un cammino di ricerca della fede cristiana e ad una esperienza religiosa e mistica, tale da essere definita “l’intelligenza della santità”. Questa dimensione mistica è una chiave privilegiata di lettura della sua opera. Ma tuttavia una cristiana e mistica atipica che preferì non essere battezzata e rimanere sulla soglia della Chiesa.