Il 10 ottobre si celebra la memoria di san Daniele Comboni, fondatore della Famiglia Missionaria Comboniana che ha raccolto la sua eredità spirituale e il suo sogno missionario. Ecco come il Capitolo dei comboniani del 2009 ha descritto tale “sogno” (AC n. 5)


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Il sogno del comboniano

Alle sfide di una missione e di un futuro dai contorni spesso incerti, ci proponiamo di rispondere innanzitutto con un atteggiamento di fede e di generosità. Come il giovane Johann Dichtl, pronto a raccogliere l’eredità dalle mani di Comboni, anche noi riaffermiamo con gioia la nostra identità comboniana e rinnoviamo il nostro “giuramento” di consacrazione totale alla missione, attingendo al tesoro della testimonianza luminosa di tanti nostri confratelli fortemente identificati con la loro vocazione. Per questo:

  1. Ci professiamo PERSONE APPASSIONATE ALLA MISSIONE:
  • scelti e chiamati per gratuita iniziativa di Dio Padre, siamo stati consacrati ed inviati ad evangelizzare (ad gentes);
  • la missione come proclamazione del vangelo della riconcilia-zione e della liberazione è l’opzione fondamentale della nostra esistenza (cfr. RV 13.1, 61), che ci fa uscire dall’ambito ristretto dei nostri confini culturali per aprirci a tutto il mondo (ad extra) e spendere la vita al suo servizio (ad vitam).

2 Ci riconosciamo tutti “COMBONIANI”, eredi del carisma di S. Daniele Comboni, “la roccia da cui siamo stati tagliati” (Is 51,1-2):

  • dalla sua esperienza carismatica attingiamo uno stile partico-lare di vita e di missione (cfr. RV 2), vissuto nella diversità dei ministeri (cfr. RV 11);
  • raccogliendo la sua intuizione, vogliamo dare continuità al suo Piano di “salvare l’Africa con l’Africa”, rendendo le perso-ne protagoniste della propria storia e promotrici dell’evangelizzazione di altri popoli (cfr. RV 7; RF 92-94).

3 Ci ispiriamo alla spiritualità del CUORE DI CRISTO BUON PASTORE, sorgente del nostro essere e operare:

  • dalla contemplazione del suo Cuore, come Comboni, attingiamo lo slancio e gli atteggiamenti di servizio e gratuità per la nostra vita di discepoli e inviati (cfr. RV 3; RF 59-62).

4 Ribadiamo la nostra SCELTA PREFERENZIALE PER I POVERI (ad pauperes):

  • sull’esempio del nostro Fondatore, privilegiamo i popoli o gruppi più bisognosi a livello di fede e di condizioni di esistenza (cfr. RV 5; RF 86-88);
  • sensibili ed attenti alle nuove forme di schiavitù, ci sentiamo chiamati a denunciare le ingiustizie e a proclamare la Parola che libera e promuove la vita in pienezza (cfr. RV 61);
  • questa scelta ci impegna a vivere più radicalmente il nostro voto di povertà, guardando la realtà con gli occhi dei poveri, coltivando il senso della “com-passione” e attuando la missione con uno stile di vita sobrio, vicino alla gente, e con semplicità di mezzi (cfr. RV 29; 45).

5 Accogliamo come nostra la MISSIONE SEGNATA DALLA CROCE (“missione difficile”), scelta ed amata da Comboni (S 1710; 1733), segno di un Amore radicale verso i popoli a cui siamo inviati e con cui vogliamo fare causa comune (S 3159):

  • il nostro voto di castità vuole essere segno della nostra appartenenza totale a Cristo che ha sposato per sempre la sorte di tutti i “crocifissi” della storia (cfr. RV 25.1);
  • nel volto dei nostri confratelli anziani e ammalati risplende la “bella testimonianza della fedeltà fino alla fine” e della missione nella debolezza (cfr. 2 Cor 12,10).

6 Confermiamo la nostra volontà di essere “CENACOLO DI APOSTOLI” (S 2648; 4088):

  • accogliamo con gioia il volto variegato dell’Istituto, sempre più internazionale e multiculturale (cfr. RV 18);
  • ci impegniamo a coltivare la fraternità, a vivere e lavorare insieme, rigettando individualismo e protagonismo e valorizzando il voto di obbedienza in un comune progetto di missione (RF 80-84);
  • condividiamo il carisma con gli altri membri della Famiglia Comboniana (Comboniane, Secolari, LMC);
  • salvaguardando il nostro ruolo di stimolo profetico, coltiviamo il senso ecclesiale, inserendoci nelle Chiese locali e pro-muovendo la collaborazione con gli altri agenti pastorali ed umanitari (cfr. RV 17).

7 Riaffermiamo la nostra APERTURA AI SEGNI DEI TEMPI (cfr. RV 16), alle nuove dimensioni della missione (GPIC, riconciliazione, dialogo interreligioso…), ai nuovi areopaghi (promozione dei diritti umani, periferie urbane, situazioni d’emergenza…) e alla pluralità dei ministeri:

  • questo ci impegna ad un discernimento permanente per cogliere le sollecitazioni dello Spirito, il vero protagonista della missione (cfr. RV 56.2);
  • la nostra consacrazione è una testimonianza profetica del mondo futuro e una sfida costante ad un ordine