Due meditazioni di mons. Pedro Casaldáliga, missionario, poeta e vescovo morto in Brasile l’8 agosto: Padre Nostro e Profezia estrema


pedro


La salma del vescovo è stata portata ieri lunedì 10 agosto al ‘Santuario dei Martiri’, in Ribeirão Cascalheira. Nelle prossime ore sarà portata alla città-capitale della sua diocesi, São Félix do Araguaia, dove il 27 agosto 1971, Papa s. Paolo VI lo nominò vescovo prelato.

Padre Nostro 
«Fratelli nostri che vivete nel primo mondo:
affinché il suo nome non venga ingiuriato,
affinché venga a noi il suo Regno, e sia fatta la sua volontà,
non solo in cielo, ma anche in terra,
rispettate il nostro pane quotidiano,
rinunciando, voi, allo sfruttamento quotidiano;
non fate di tutto per riscuotere il debito che non abbiamo fatto
e che vi stanno pagando i nostri bambini,
i nostri affamati, i nostri morti;
non cadete più nella tentazione
del lucro, del razzismo, della guerra;
noi faremo il possibile per non cadere nella tentazione
dell’odio o della sottomissione,
e liberiamoci, gli uni gli altri, da ogni male.
Solo così potremo recitare assieme
la preghiera della famiglia che il fratello Gesù ci insegna.
Padre nostro, Madre nostra, che sei in cielo e sei in terra.»


Profezia estrema
Morirò in piedi come gli alberi.
Mi uccideranno in piedi.
Il sole, grande testimone, metterà il suo sigillo
sul mio corpo doppiamente consacrato.
E i fiumi e il mare
saranno il cammino
di tutti i desideri,
mentre la selva amata scuoterà in festa le sue cupole.
E io dirò le mie parole:
– non vi mentivo al gridare.
Dio dirà ai miei amici:
-Vi assicuro che ha vissuto con voi aspettando questo giorno.
E all’improvviso con la morte,
la mia vita si farà Verità.
Finalmente avrò amato.

da Il Sismografo