NEL CUORE DELLA STORIA DEL MONDO
Karl Barth

Morto nel 1968, all’età di 82 anni, il Professore di Basilea è considerato uno dei più grandi teologi della Riforma, dopo Calvino. Nei confronti del Protestantesimo liberale, egli afferma con vigore il dogma fondamentale comune a tutte le confessioni cristiane: la divinità di Gesù, salvatore del mondo per mezzo della sua morte e della sua resurrezione. Pastore preoccupato ed impegnato, non esita a ritornare senza sosta, in pagine semplici ma di elevatezza mirabile, sulla trascendenza di Dio che si è fatto realmente uno di noi in Gesù Cristo.


Pasqua 4


Gesù venne e stette in mezzo ai suoi discepoli; e disse loro: La pace sia con voi! (Gv. 20, 19). Colui che in quel giorno si pose fra i discepoli, prese dunque il posto centrale, salendo sul trono che gli spettava di diritto e che si trova nel cuore della storia del mondo. Gesù ha augurato, portato e creato la pace per tutti gli uomini di tutte le nazioni e di tutti i tempi, di tutta la terra, del mondo visibile e di quello invisibile.

Quel giorno, Gesù crocifisso e risorto, in quanto Signore di tutti, ha preso posto con autorità in mezzo a tutta la popolazione umana, che talvolta esulta di gioia, altre volte si affligge mortalmente, fra gli sciocchi e gli intelligenti, fra coloro che sono troppo sicuri di sé e coloro che sono troppo timorosi, fra gli uomini religiosi e coloro che non credono. Nel mezzo di tutte le malattie e le catastrofi naturali, di tutte le guerre e le rivoluzioni, dei trattati di pace e della loro rottura; nel mezzo del progresso, dell’immobilismo e del regresso, al centro di tutta la miseria umana innocente o colpevole, egli apparve e si rivelò come colui che era, è e sarà: la pace sia con voi! e mostrò le mani ed il costato. Quel giorno, fra tante spine ed erbacce, è stato seminato quel chicco di grano che sta maturando in vista del raccolto.

Possiamo fidarci: ciò che accadde quel giorno era e rimane il centro attorno al quale tutto il resto si muove, dal quale tutto deriva e verso il quale tutto s’incammina. Esistono tante luci, vere ed apparenti, chiare e fosche; questa è quella che brillerà più a lungo, allorché tutte le altre avranno fatto il loro tempo e si saranno estinte. Poiché ogni cosa ha il suo tempo di durata; ma l’amore di Dio, che era all’opera e si esprimeva attraverso la resurrezione di Gesù Cristo dai morti, dura per l’eternità. Dal momento che un giorno tale risurrezione ha avuto luogo, non vi è motivo di disperare, vi sono invece tutte le ragioni per sperare, perfino quando sfogliamo e leggiamo il quotidiano, con tutte le sue notizie spaventose, perfino a proposito di questa nostra storia dai molteplici aspetti inquietanti che chiamiamo la storia del mondo. Così dunque Gesù, l’unico grande Mediatore fra Dio e gli uomini, risorto dai morti, ha preso posto al centro della sua comunità, della vita di ciascun uomo e della storia del mondo. Ed è proprio partendo da là che Cristo ha pronunciato la prima Parola e l’ultima.

  Ce qui demeure, ediz. Labor et Fides, Ginevra 1965 – pp. 121-123.