Roma 2014, con il piccolo Manuel

Castel D’Azzano (Verona)
Avvento del Natale 2018

Vi annuncio una felice sorpresa:
ASPETTO UN BAMBINO!

Cari amici,

Noi fratelli e sacerdoti comboniani non abbiamo bambini. Però ne abbiamo conosciuti ed amati tanti, nel nostro lungo e affascinante pellegrinaggio missionario in terre d’Africa, d’America, d’Asia e d’Europa. Inoltre, sperimentiamo spesso la gioia nel vedere i bimbi degli amici e parenti, dei nipoti e pronipoti; la gioia nel vedere gruppi di bambini che, di tanto in tanto, vengono a farci visita e a cantare per noi, in occasione di particolari feste; la gioia nel vedere talvolta Sofia, la bebè della nostra animatrice Chiara, con i suoi occhi belli, neri e profondi; o nell’incontrare la dolce e gentile Veronica che il sabato accompagna sua nonna Stella per aiutarci nel gioco della tombola…

Tutti questi bambini però sono figli “degli altri”! Ora invece vengo ad annunciarvi qualcosa d’incredibile: sto aspettando un bimbo proprio mio! Sì, avete capito bene! Beh, non solo mio. Perché la madre la conosciamo bene ma il papà è solo “putativo”. Dato che tutti rivendichiamo la sua paternità, abbiamo deciso, in spirito di fraternità, di adottarlo insieme!

Siete sorpresi? Anche noi facciamo fatica a crederci, data la nostra media di età avanzata. Abbiamo pensato anche noi come Abramo: “Ad uno di cento anni può nascere un figlio?”(Genesi 17,17). Anche noi, come lui, ci saremmo accontentati del nostro “Ismaele”, il figlio “altrui”, ma Dio ha voluto sorprenderci, quando ormai i nostri sogni si erano da lungo spenti. Che dobbiamo dirvi? Il nostro cuore, di colpo, ha ripreso a battere forte, si è riscaldato e riempito di gioia, “poiché un bambino ci è nato, un FIGLIO ci è stato dato” (Isaia 6,5). E anche noi riprendiamo a sognare, come ha profetizzato Gioele!

Ora siamo tutti indaffarati a preparare l’Evento. Sì, la nascita di un bimbo va preparata con cura. Potete ben comprendere che per noi anziani questa preparazione non è compito facile. Per questo vi preghiamo di darci una mano. Pensando al vecchio Simeone che si reca al Tempio per accogliere tra le sue braccia il Bambino e lodare Dio perché i suoi occhi vedono finalmente la Luce (Luca 2,25-32), ci domandiamo: come faremo noi? Ecco perché abbiamo bisogno di voi, che il mestiere di mamme e di papà lo sapete svolgere bene.

Dato che abbiamo ripreso a sognare, con la fiducia dei bambini vorremmo anche noi deporre sotto l’albero la nostra letterina per chiedere al Bambino il dono della PACE. Infatti, come potremmo ripetere con Simeone: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace…”, se vediamo attorno a noi tanta ingiustizia, violenza e povertà?!… Malgrado tutto ciò ci ostiniamo a coltivare il SOGNO che questo Bambino ci ha portato. Aiutateci anche voi a sognare!

Buon Natale!

P. Manuel João Pereira Correia
p.mjoao@gmail.com