Nunzio Cile
Mons. I. Scapolo

(LB) Diverse informazioni che arrivano dal Cile, da molteplici e svariate fonti, nonché parecchi indizi possibili da individuare tra le pieghe dell’ultime notizie, che illustrano fatti gravissimi come quelli della diocesi di Rancagua, fanno temere che la crisi e il declino della chiesa cilena sia di una gravità inaudita, impensabile fino a pochi giorni fa, anche dopo la rinuncia dei vescovi in carica.

 

Sembrerebbe che ancora si devono palesare altri scandali in diverse diocesi e fra questi ci sarebbe uno piuttosto massiccio riguardante sacche di clero coinvolto in fatti e comportamenti omosessuali, delle vere e proprie organizzazioni “interdiocesane”. Intanto il clima mediatico, socio-politico nonché intra-ecclesiale si surriscalda in modo piuttosto allarmante come dimostra il fatto che, ieri nella diocesi di Talca, guidata da mons. Horacio Valenzuela, uno dei quattro cosiddetti “vescovi di Karadima”, durante un incontro del prelato con il clero, un sacerdote – p. Sergio Díaz (località di Villa Prat) ha aggredito verbalmente il suo vescovo esigendogli di lasciare subito l’incarico.

Secondo la stampa locale nell’incontro, che si è svolto presso Monastero Trapense di Quilvo, c’erano almeno 40 sacerdote e per molti minuti il clima è stato teso, “quasi borderline”. Secondo padre Díaz il vescovo, mons. H. Valenzuela “tutto sommato è una persona buona, ma non sta bene. La sua formazione vicino a Karadima ha causato alla sua personalità danni e disturbi e perciò sarebbe meglio che si facesse da parte”. Inoltre il sacerdote ha attaccato duramente – seconda radio locali lo avrebbe chiamato “bandito” –  il Nunzio apostolico mons. Ivo Scapolo raccontando fatti legati ad una sua denuncia di abusi sessuali su diversi ragazzi da parte di un altro presbitero. “Scapolo ricevette tutta la documentazione richiesta e poi, dopo un anno, mi convocò alla Nunziatura di Santiago. Quando io e alcuni abusati siamo arrivati non ha voluto riceverci e poi non ha mai neanche risposto al telefono. Mi fece sapere che non mi poteva ricevere non per me bensì per le persone che mi accompagnavano”.

24 maggio 2018
POSTED BY IL SISMOGRAFO