“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.

UN DIO SORDOMUTO?
«Abbiate pietà di me, ascoltatemi, Signore! Abbiate pietà di quelli che si amano e sono stati separati!» – «Mi avete chiamato?» – «Aiutatemi, ho bisogno d’aiuto, abbiate pietà e vogliate aiutarmi!» – «No!».
Per comprendere questo dialogo, è necessario narrare la trama del dramma Il malinteso (1944) di Albert Camus, scrittore ateo ma con una sua originale domanda di Dio e su Dio. In una locanda remota e isolata la padrona uccide talvolta i viandanti che ospita per rubare i loro beni.
Un giorno giunge un suo figlio fuggito di casa molti anni prima e ora sposo di Maria. Nella notte la madre, che non l’ha riconosciuto, lo uccide per rapinare i suoi averi. All’alba, la moglie Maria scopre il delitto e lancia disperata il suo grido a Dio e agli altri. Nel dialogo da noi citato le sue parole sono raccolte da un vecchio servo sordomuto che rompe il silenzio e risponde con un gelido monosillabo finale: «No!». E qui cala il sipario. È evidente che egli incarni il Dio muto e indifferente al dolore dell’umanità, chiuso nel suo silenzio. Si delinea, così, un’esperienza tragica, vissuta anche da molti credenti quando scivolano nel gorgo della desolazione: «Dalla città si alza il gemito dei moribondi e la gola dei feriti grida aiuto: Dio non presta attenzione alle loro preghiere», esclama sconfortato Giobbe (24,12).
È l’amarezza condivisa anche dal morente Gesù, che così si rivela nostro fratello nel dolore: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Ed è proprio qui la risposta di Dio che non replica da un cielo dorato come il vegliardo sordomuto, ma che scende nel Figlio a bere il calice aspro e avvelenato della sofferenza e della morte per infondervi l’antidoto della sua divinità, della vita, della luce, perché sorga l’alba della sua e nostra Pasqua.
Avvenire /05/2011
http://www.novena.it
da IL MATTUTINO di Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura.
Le riflessioni proposte quotidianamente dal cardinale su Avvenire, nel suo “Mattutino” (2002-2007 e 2011), offrono delle preziose occasioni per sostare qualche minuto in meditazione interrompendo la frenesia della giornata.
Il libro con la raccolta di queste riflessioni può essere acquistato in libreria.