“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata. 


perché


PERCHÉ

C’era una volta il punto interrogativo, un grande curiosone con un solo ricciolone, che faceva domande a tutte le persone, e se la risposta non era quella giusta, sventolava il suo ricciolo come una frusta. Agli esami fu messo in fondo a un problema così complicato che nessuno trovò il risultato.

Il poveretto, che di cuore non era cattivo, diventò per il rimorso un punto esclamativo. «Se non diventerete come i bambini-»: questa frase evangelica non vale solo per il regno dei cieli, ma anche per la nostra esistenza terrena. Qualche volta è necessario ritrovare lo stupore dell’infanzia, con gli occhi spalancati per la meraviglia e con l’instancabile fiorire delle domande. Abbiamo, così, voluto ricorrere a quello straordinario compagno di viaggio dei bambini che è stato Gianni Rodari (1920-1980), con questo suo elogio del punto di domanda, il segno grafico più tipico di chi si apre alla vita.

Ne sanno qualcosa i genitori e gli educatori con gli insaziabili «perché?» dei loro ragazzi. Eppure è innegabile quanto scriveva il romanziere francese Honoré de Balzac: «La chiave di tutte le scienze è indiscutibilmente il punto di domanda. Dobbiamo la maggior parte delle grandi scoperte al Come?, e la saggezza della vita consiste forse nel chiedersi, a qualunque proposito, Perché?». Parole sacrosante, queste, per molti adulti di oggi, incapaci di interrogarsi sul senso del loro comportamento, del loro agire e parlare e, alla fine, della loro stessa vita, col risultato di avere atteggiamenti insipienti e un’esistenza vuota e insensata.

Non per nulla la pubblicità ama l’esclamativo che non è, però, quello di cui parla Rodari, segno di vergogna per la complessità del mistero che ci circonda, ma solo espressione di imperio, di dominio, di sicumera e di conformismo.

Avvenire 15/03/2011
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gianfranco-ravasi-3da IL MATTUTINO di Gianfranco Ravasi,  presidente del Pontificio Consiglio della cultura.
Le riflessioni proposte quotidianamente dal cardinale su Avvenire, nel suo “Mattutino” (2002-2007 e 2011), offrono delle preziose occasioni per sostare qualche minuto in meditazione interrompendo la frenesia della giornata.
Il libro con la raccolta di queste riflessioni può essere acquistato in libreria.