“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.


Benedetto 3


BENEDETTO (3)
Ti dico tutto questo perché so quanto, sia tu che io, possiamo essere lunatici. Un giorno ci sentiamo grandi e il giorno dopo delle nullità. Un giorno siamo pieni di nuove idee e il giorno dopo ogni cosa ci sembra squallida e noiosa. Un giorno pensiamo di poter sfidare il mondo intero ma il giorno dopo la più piccola richiesta sembra essere troppo per noi. Questo umore mutevole mostra che siamo diventati sordi alla benedizione che fu sentita da Abramo e Sara, Isacco e Rebecca, Giacobbe, Lia e Rachele e Gesù di Nazareth e che dobbiamo sentire anche noi. Quando ci facciamo sballottare su e giù dalle piccole onde che si agitano sulla superficie della nostra esistenza, diventiamo facilmente vittime di un mondo che ci manipola come vuole, ma quando rimaniamo all’ascolto della profonda, suadente voce che ci benedice, possiamo camminare attraverso la vita con un senso di stabile benessere e di reale appartenenza a noi stessi.
Il sentimento di essere benedetto non è, a parer mio, il sentimento che generalmente abbiamo di noi stessi. Tu hai vissuto molti momenti difficili, momenti nei quali ti sei sentito più maledetto che benedetto. Di me posso dire lo stesso. In effetti, temo che molte persone soffrano a causa di un profondo senso di maledizione. Quando ascolto ciò di cui la gente parla durante i pranzi, nei ristoranti, durante le pause del lavoro, sento da più parti biasimi e lamentele espressi con spirito di passiva rassegnazione. Molti, e anche noi, a volte, si sentono vittime di un mondo che non possono cambiare, e i quotidiani non aiutano di certo molto a contrastare questo sentimento di impotenza. La sensazione di essere maledetti spesso colpisce più facilmente che la sensazione di essere benedetti e possiamo trovare molti argomenti a sostegno di quanto affermiamo. Possiamo dire: «Guarda quello che sta succedendo nel mondo: guarda la gente che muore di fame, i rifugiati, i prigionieri, i malati, i moribondi.
Guarda tutta la povertà, l’ingiustizia, la guerra. Guarda le torture, gli omicidi, la distruzione della natura, della cultura. Guarda le continue lotte nei nostri rapporti, per il nostro lavoro, per la nostra salute». Dov’è, dov’è la benedizione? La sensazione di essere maledetti colpisce facilmente, come facilmente diamo ascolto a una voce interiore che ci chiama malvagi, cattivi, corrotti, indegni, inutili, destinati alla malattia e alla morte. Non è più facile per noi credere che siamo maledetti piuttosto che benedetti? Ma io ti dico ancora che, come Amato Figlio di Dio, tu sei benedetto. Buone parole sono state dette a te e di te — parole che dicono il vero. Le maledizioni — rumorose, chiassose, urlate come possono essere ad alta voce, — non dicono il vero. Sono bugie, bugie facili da credere, ma sempre bugie.


da Henri Nouwen, “Essere amati”
Henri Nouwen (1932–1996) fu un sacerdote cattolico olandese, teologo e scrittore, autore di 40 libri sulla vita spirituale. Insegnò nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti. Nel 1986 si trasferì a Toronto, dove svolse il suo ministero pastorale presso una comunità di persone handicappate mentalmente e fisicamente.