“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.

BENEDETTO (1)
Come Amati Figli di Dio, noi siamo benedetti. La parola “benedire” è diventata per me molto importante negli ultimi anni e tu sei uno degli amici che l’ha resa tale. (…)
Lasciami dire, prima tutto, cosa intendo con la parola “benedire”. In latino benedire è benedicere. La parola “benedizione”, usata in molte chiese significa letteralmente: parlare (dictio) bene (bene) o dire cose buone di qualcuno. Questo mi dice qualcosa. Ho bisogno di sentire che si dicano cose buone di me, e so quanto tu abbia lo stesso bisogno. Al giorno d’oggi diciamo spesso: «Dobbiamo rassicurarci l’uno l’altro». Senza sicurezza è difficile vivere bene. Dare a qualcuno una benedizione è la più significativa sicurezza che possiamo offrire. E più che una parola di lode o di apprezzamento, è più che indicare i talenti o le buone azioni di qualcuno; è più che porre qualcuno in luce.
Dare una benedizione è confermare, dire “sì” al fatto che una persona è Amata. E più che questo: dare una benedizione crea la realtà della quale la benedizione parla. In questo mondo ci sono tante reciproche ammirazioni, proprio come ci sono tante reciproche condanne. Una benedizione va oltre la distinzione tra ammirazione e condanna, tra virtù e vizi, tra buone e cattive azioni. Una benedizione tocca la primigenia bontà dell’altro e dà vita al suo “essere Amato”.
da Henri Nouwen, “Essere amati”
Henri Nouwen (1932–1996) fu un sacerdote cattolico olandese, teologo e scrittore, autore di 40 libri sulla vita spirituale. Insegnò nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti. Nel 1986 si trasferì a Toronto, dove svolse il suo ministero pastorale presso una comunità di persone handicappate mentalmente e fisicamente.