“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.



27. Il Potente.
“Il Potente”. Con questo nome essa toglie ogni potenza e forza a tutte le creature per attribuirla a Dio solo. Oh questa piccola fanciulla compie un atto di grande coraggio e un gran furto, potendo con una parola rendere tutti i potenti, infermi, tutti i prodi, deboli, tutti i savi, stolti, confondere tutte le persone di fama e attribuire a Dio solo ogni potere, ogni azione, sapienza e gloria. Infatti la parola “il Potente”, significa che non v’è alcuno che operi qualche cosa, ma, come dice san Paolo in Efesini I: “Dio solo opera tutte le cose in tutti, e le opere di tutte le creature sono opere di Dio”; come anche diciamo nel Credo: “Io credo, in Dio Padre Onnipotente”.
Egli è onnipotente, poiché nulla se non la sua potenza opera in tutti e per mezzo di tutti e sopra tutti. Così canta anche Anna, la madre di Samuele, in 1°Re, II: “Nessuno può fare da sé nulla”; e san Paolo, in 2°Corinti, III: “Non siamo capaci di pensare alcun che, come venendo da noi; ma la nostra capacità viene da Dio”. Questa parola autorevole, annulla ogni orgoglio, presunzione, protervia, vanto, falsa fiducia ed esalta Dio solo; insegnando che Dio solo deve essere esaltato, in quanto egli solo opera ogni cosa. È facile a dirsi questo, ma difficile a credere ed a tradurre in pratica di vita. A tale regola si conformano le persone pacifiche, pazienti, semplici e senza presunzione di sé che pensano che tutto ciò che hanno non viene da loro, ma da Dio.

 


dal Commento al Magnificat di Martin Luther, in italiano Martin Lutero (1483 1546), teologo tedesco e iniziatore della riforma protestante. Il suo Commento al Magnificat, scritto nel 1520, è particolarmente noto ed ha subito delle riletture dopo il Concilio Vaticano II. Oltre il suo interesse mariologico, l’opera testimonia l’intensa spiritualità di Lutero e il suo modo radicalmente nuovo di fare teologia.