“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.



26. La libera grazia di Dio
Essa parla anche di una libera grazia di Dio, non secondo il suo proprio merito. (…) Che poi si canti nel Regina coeli laetare: “ Tu hai meritato di portarlo”, e in un altro punto: “Del quale tu sei stata degna di portarlo…”, non dimostra nulla. Infatti si cantano le stesse parole anche a proposito della sacra croce che pure era un pezzo di legno e non poteva avere meritato nulla. Si deve dunque anche comprendere che se doveva essere una madre di Dio, era certo necessario che fosse una donna modello, una vergine della tribù di Giuda, che credesse al messaggio degli angeli, affinché fosse atta a tale missione, come di lei ha detto la Scrittura. Come il legno non ha avuto altro merito né dignità se non di essere adatto alla croce e destinato ad essa da Dio, così anche Maria non era degna di questa maternità se non perché adatta e preordinata da Dio a tale scopo; era pura grazia e non mercede, affinché troppo attribuendo a Maria, non si diminuisse la grazia, la lode e la gloria di Dio. È meglio togliere troppo a lei che alla grazia di Dio. Anzi non le si può togliere troppo, poiché è stata creata dal nulla come tutte le creature; mentre alla grazia di Dio si è presto tolto troppo; ciò è pericoloso e non giova a Maria.
È necessario anche un pò di moderazione, affinché non si esalti troppo il suo nome, sì da chiamarla regina del cielo, sebbene lo sia, ma certo non è un idolo che possa concedere grazie o aiutare, come pensano certuni che invocano lei più che Dio e la tengono per loro rifugio. Essa non dà nulla, ma soltanto Dio, come diremo.

 


dal Commento al Magnificat di Martin Luther, in italiano Martin Lutero (1483 1546), teologo tedesco e iniziatore della riforma protestante. Il suo Commento al Magnificat, scritto nel 1520, è particolarmente noto ed ha subito delle riletture dopo il Concilio Vaticano II. Oltre il suo interesse mariologico, l’opera testimonia l’intensa spiritualità di Lutero e il suo modo radicalmente nuovo di fare teologia.