“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.


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10. “POICHÉ EGLI HA RIGUARDATO ALLA BASSEZZA DELLA SUA ANCELLA”.
Alcuni hanno reso qui la parola humilitas con “umiltà”, quasi che la vergine Maria avesse rivestita la sua umiltà e se ne fosse vantata; per questa ragione anche dei prelati si chiamano humiles, sebbene ciò non sia assolutamente vero.
E ciò perché davanti a Dio nessuno può vantarsi di una buona qualità senza che vi sia peccato e corruzione. Dinanzi a lui non ci si può vantare che della sua sola bontà e grazia verso di noi esseri indegni, in modo che noi vi sia orgoglio, ma soltanto l’amore e la lode di Dio, e in noi sia lo spirito della parola che Salomone insegna nei Proverbi, XXV: “Non ti vantare in presenza del re e non ti porre avanti ai grandi signori; è meglio che si dica: Siediti qui su, piuttosto che essere abbassato dinanzi al principe”. Come si può attribuire simile presunzione e orgoglio a questa vergine pura e onesta da far sì che si vanti dinanzi a Dio della propria umiltà, che è virtù suprema, tanto che nessuno si considera o si vanta di essere umile, se non chi sia smisuratamente orgoglioso? Dio solo conosce l’umiltà, egli solo la giudica e la manifesta, per cui l’uomo non sa mai tanto poco dell’umiltà come quando è veramente umile.


dal Commento al Magnificat di Martin Luther, in italiano Martin Lutero (1483 1546), teologo tedesco e iniziatore della riforma protestante. Il suo Commento al Magnificat, scritto nel 1520, è particolarmente noto ed ha subito delle riletture dopo il Concilio Vaticano II. Oltre il suo interesse mariologico, l’opera testimonia l’intensa spiritualità di Lutero e il suo modo radicalmente nuovo di fare teologia.