Preceduto da una pluriennale preparazione, condotta con tanta fatica e tanto amore; celebrato nonostante significative assenze ma con tanta diligenza e operosità, nel pomeriggio del 25 giugno il tanto sospirato sinodo pan-ortodosso ha concluso i suoi lavori. La mattina di domenica 26, “Domenica di tutti i Santi”,  i lavori sono stati sigillati dalla concelebrazione dei dieci primati sotto la presidenza del patriarca ecumenico, nella Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a Canea. Durante la liturgia è stato letto il Messaggio del sinodo al popolo ortodosso e ad ogni uomo di buona volontà.


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1) Priorità assoluta del Santo e grande sinodo la proclamazione e la manifestazione dell’unità della Chiesa ortodossa, fondata sull’eucaristia e la successione apostolica dei vescovi. L’unità è realtà presente, ma è necessario sia rafforzata continuamente per portare nuovi frutti. La Chiesa una, santa, cattolica e apostolica è una società-comunione divino-umana, anticipazione ed esperienza vitale delle realtà ultime dentro l’eucaristia. La Chiesa Ortodossa esprime la sua unità e la sua cattolicità nel sinodo. La sinodalità ispira l’organizzazione, il modo di decidere e determinare il proprio cammino. Le Chiese ortodosse autocefale non sono una confederazione di Chiese ma la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica.

2) La Chiesa non cessa di pregare e di adoperarsi per dare testimonianza ai vicini e ai lontani. È la rievangelizzazione del popolo di Dio che vive dentro le moderne società secolarizzate come l’evangelizzazione di quelli che non hanno ancora conosciuto Cristo.

3) La Chiesa ha il dovere di dare testimonianza alla verità e dà particolare importanza al dialogo con i cristiani eterodossi, affinché essi vengano a conoscenza della tradizione ortodossa nella sua genuinità e interezza. I dialoghi intrapresi non devono per nessuna ragione approdare a compromessi.

4) «Le esplosioni di fondamentalismo che vediamo in diverse religioni sono espressioni di una religiosità morbosa. Il Santo e grande sinodo è convinto che un dialogo interreligioso equilibrato contribuisca sostanzialmente a promuovere la fiducia reciproca e la pace» . La Chiesa ortodossa condanna inequivocabilmente il dilagare della violenza militare, le persecuzioni, le espulsioni e l’assassinio di membri delle comunità religiose, la coercizione per cambiare credo religioso, il traffico dei rifugiati, i rapimenti, le torture, le abominevoli esecuzioni. Inoltre denuncia la distruzione di chiese, di simboli religiosi e di monumenti delle civiltà passate. In particolare, ha espresso la sua angoscia e preoccupazione per la situazione dei cristiani e di tutte le minoranze perseguitate in Medio Oriente e altrove, e dichiara che il loro diritto a vivere nella propria patria come cittadini di pari dignità con gli altri è inviolabile.

5) La secolarizzazione contemporanea promuove l’autonomia dell’uomo da Cristo e dall’influenza spirituale della Chiesa, identificando arbitrariamente il conservatorismo con la Chiesa. La civiltà occidentale però porta il segno indelebile del contributo del cristianesimo lungo tutta la sua storia.

6) Nell’approccio moderno del matrimonio, la Chiesa ortodossa considera indistruttibile la relazione d’amore fra l’uomo e la donna, «mistero grande (in relazione) a Cristo e alla Chiesa». Allo stile di vita dei fedeli raccomanda «la temperanza e la sobrietà, che non sono riservate alla vita monastica; … una vita morigerata è caratteristica della vita cristiana».

7) Per quando riguarda i rapporti tra fede cristiana e scienze positive, la Chiesa ortodossa evita di porre sotto tutela la ricerca scientifica e non prende una posizione su questioni scientifiche. Ringrazia Dio che ha donato agli scienziati il carisma di scoprire pieghe ignote nella creazione.
Pertanto, «la conoscenza scientifica, benché si evolva rapidamente, non motiva da sola la volontà dell’uomo, né gli fornisce risposte a suoi gravi problemi morali ed esistenziali, nella ricerca del senso della vita e del mondo. Si richiede un approccio spirituale, che la Chiesa ortodossa incoraggia presentando una bioetica basata sul messaggio evangelico e l’insegnamento patristico, rispettando, nel contempo, la libertà della ricerca scientifica. La Chiesa ortodossa segnala i pericoli che si nascondono in alcuni risultati scientifici e pone l’accento sulla dignità dell’uomo e la sua vocazione divina.

8) L’attuale crisi ecologica è dovuta a cause spirituali e morali. L’uomo deve prendere coscienza che è curatore ed amministratore, non proprietario del creato.

9) Di fronte al livellamento verso un’omogeneità impersonale, che viene promossa in tanti modi, l’ortodossia proclama e promuove il rispetto per la personalità propria e distinta degli individui e dei popoli.

10) La Chiesa Ortodossa non interferisce nella politica. La sua parola resta discreta, ma autonoma e profetica come intervento volto a promuovere la dignità dell’uomo. La Chiesa ortodossa, accanto ai diritti dell’uomo – che lo difendono dalle ingerenze e dagli abusi dello Stato –, riconosce l’esistenza di doveri sia per i cittadini sia per i politici, a tutti è necessaria l’autocritica. Il diritto alla libertà religiosa non si limita al solo esercizio dei doveri religiosi della persona, ma si estende sino a comprendere l’insegnamento pubblico della religione.

11) La Chiesa ortodossa si rivolge ai giovani, che sono alla ricerca di una vita piena nella libertà, giustizia, creatività, amore e li esorta a congiungersi coscientemente alla Chiesa di Colui che è la verità e la vita. … I giovani non sono semplicemente il futuro della Chiesa, ma anche il suo presente dinamico e creativo.

12) Il Santo e grande sinodo ha aperto l’orizzonte della nostra ecumene moderna e multiforme. Esso ha posto l’accento sulla nostra responsabilità nello spazio e nel tempo di oggi, tenendo sempre viva la prospettiva dell’eternità.

Scheda informativa

* I partecipanti al Santo e grande sinodo sono stati 156 vescovi e non 290 come annunciato. Ciò è dovuto al fatto che non tutte le Chiese partecipanti avevano nella loro delegazione 25 vescovi, cioè il primate della Chiesa più 24 vescovi. Polonia, Cipro, Cechia e Slovacchia ne avevano meno.

* La Chiesa della Russia aspetta i testi ufficiali e definitivi per passarli al vaglio e poi esprimersi.

* Alcuni notano che le Chiese assenti sommano la maggioranza dei fedeli rappresentati.

* Alcuni siti specializzati riportano informazioni secondo le quali alcuni vescovi della Chiesa della Grecia, di Cipro e della Serbia non hanno sottoscritto alcuni testi finali.

* Il Patriarcato di Mosca si prepara a vagliare i testi sinodali nella riunione di luglio del proprio Santo sinodo.
Per tanto quando l’arcivescovo Iov (Giobbe), responsabile della Sala stampa del sinodo: alla domanda di un giornalista russo aveva risposto che tutte le decisioni prese impegnano tutte le Chiese ortodosse, comprese anche quelle che non erano presenti. E ha continuato dicendo : «Lei proviene da una democrazia, dove ognuno può votare. Ora, alcuni scelgono di non votare. Forse questo significa che non vivono in una democrazia?».
Il responsabile in seconda del Dipartimento delle relazioni ecclesiali estere del Patriarcato di Mosca, Nicolai Balasof, ha colto l’occasione per ricordare che Mosca sta a sentire. Ha commentato: «Capisco la fatica di questi giorni, ma stabilire un’analogia tra un sinodo della Chiesa e una procedura democratica non è opportuno né adeguato. Nella Chiesa, sin dai tempi antichi, non c’è mai stata democrazia e non ci sarà». Per concludere che la democrazia è una regola della convivenza umana, mentre la forza della Chiesa proviene da Dio.
Se i canoni della Chiesa si esaminassero secondo schemi democratici, sorgerebbero grandi perplessità e imbarazzo. Ad es., noi non ordiniamo donne vescovo e questo non è per niente democratico. Come non è tanto democratico il permanere nell’esercizio dell’autorità a vita.
I meccanismi ecclesiastici sono totalmente differenti. A livello di vescovi, in forza dell’“omofonia”, si esige comune accordo.

29 giugno 2016
 Ioannis Maragós
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