“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Un granello di sale quotidiano per dare sapore alla tua giornata.

silenzio e solitudine, luce e bellezza, preghiera e contemplazione  (19)

16. Che cos’è, infatti, la salvezza che ci doni, o Si­gnore, da cui la salvezza ci viene e sul cui popolo è la tua benedizione (Salmo 79,18), se non ciò che riceviamo da te per amarti e per essere amati da te? Per questo, Signore, hai voluto che il figlio della tua destra, l’uomo che hai fortificato in vista del tuo disegno, fosse chiamato Gesù, cioè salvatore: egli, infatti, salverà il suo popolo dai suoi peccati (Matteo 1,21) e non c’è altro in cui si trovi salvezza. È lui che ci ha insegnato ad amarlo, quando per primo ci ha amati fino alla morte di croce e con il suo amore e la sua dilezione ha suscitato in noi l’amore per lui, che per primo ci ha amati sino alla fine.
Questa è la giustizia dei figli degli uomini: «Amami, perché io ti amo». È raro, invece, che qualcuno sappia dire: «Ti amo, affinché tu mi ami». Ed è proprio quello che tu hai fatto, come proclama e predica il servo del tuo amore: tu ci hai amati per primo. Ed è così, è davvero così: ci hai amati per primo, affinché noi amassimo te; non perché tu avessi bisogno di essere amato da noi, ma perché lo scopo per cui ci hai creati, non potevamo perseguirlo se non amandoti. Ecco perché, dopo aver parlato in passato molte volte e in diversi modi ai padri per bocca dei profeti, da ultimo, in questi giorni, hai parlato a noi per bocca del tuo figlio (Ebrei 1,1‑2), del tuo Verbo, per mezzo del quale sono stati fissati i cieli e grazie al soffio della sua bocca ogni loro potenza (Salmo 32,6). E parlare per mezzo del tuo Figlio non è stato altro che metterlo alla luce, cioè renderlo manifesto.

Da “La contemplazione di Dio” di Guglielmo di Saint-Thierry, (1075 circa –1148), monaco, teologo e filosofo francese, una delle voci più elevate della mistica medievale.