“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Un granello di sale quotidiano per dare sapore alla tua giornata.

silenzio e solitudine, luce e bellezza, preghiera e contemplazione  (27)

14. O amore, vieni in noi, prendi possesso di noi! Svaniscano in noi, davanti al tuo volto, tutti i segni della corruzione che dalla concupiscenza della carne e degli occhi e dalla superbia della vita nascono sul tronco del nostro sentimento, come germogli bastardi: questo sentimento, dico, che in noi prende il nome di amore e che più spesso di quanto sia giusto viene corrotto in quell’anima, che da te e per te è stata creata; che per te solo insieme a noi è stato creato e in noi radicato e che quando si oppone, protestando, alla legge della natura non può esser chiamato che gola, lussuria, avarizia e cose simili; ma che, se non si corrompe e si serba fedele alla sua natura, è tutto per te, Signore, poiché a te solo è dovuto l’amore.
Infatti, l’amore dell’anima razionale, come dice uno dei tuoi servi[1], è un movimento oppure una stasi tranquilla o, ancora, il raggiungimento di qualcosa, al di là del quale l’anelito della volontà non desidera o non ritiene desiderabile nient’altro. Chi, invece, cerca qualcosa al di là o al di sopra di te, pensando sia meglio, cerca qualcosa che non esiste, perché niente è più buono e più dolce di te; perciò, allontanandosi da te, che sei l’unico veramente degno d’amore, finisce per annientare se stesso, per riversarsi nella fornicazione e nella lussuria con affetti stranieri, che portano, come ho detto, nomi stranieri.
L’amore, infatti, come s’è detto e come sempre si deve ripetere, spetta solo a te, Signore, nel quale soltanto esiste ciò, che veramente esiste, ove c’è tranquillo e sicuro riposo, poiché temere Dio con il timore casto dell’amore e osservare i suoi comandamenti, questo è tutto l’uomo (Qoelet 12,13).
[1] È san Bernardo: Sermone sul Cantico dei Cantici, XX,9.

Da “La contemplazione di Dio” di Guglielmo di Saint-Thierry, (1075 circa –1148), monaco, teologo e filosofo francese, una delle voci più elevate della mistica medievale.