“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Un granello di sale quotidiano per dare sapore alla tua giornata.

silenzio e solitudine, luce e bellezza, preghiera e contemplazione  (94)

13. E felice quell’uomo e felicissima quell’anima, che merita, grazie all’azione divina, di essere attratta da Dio in modo tale, da amare, in virtù dell’unità dello Spirito, in Dio soltanto Dio e non qualcosa di sé e di amare se stessa solo in Dio! E Dio in lei amerà ed approverà quello che c’è da amare e da approvare, cioè se stesso; anzi, ciò che solo deve essere amato sia da Dio creatore che dalle sue creature, poiché il nome o il sentimento dell’amore a nessuno conviene o è dovuto se non a te solo, o vero amore, Signore degno d’amore.
E questa è la volontà del Figlio tuo a nostro riguardo, questa è la sua preghiera per noi a te, Padre suo: Voglio che come io e te siamo una cosa sola, così in noi anch’essi siano una cosa sola (Giovanni 17,11; 21). Questo è il fine, questo è il compimento, questa è la perfezione! Questa è la pace, questa la gioia del Signore, questa la gioia nello Spirito santo, questo è il silenzio nel cielo!
Infatti, finché siamo in questa vita, il nostro sentimento può talvolta godere del silenzio di questa felicissima pace nel cielo, vale a dire nell’anima del giusto, che è la sede della sapienza: questo dura mezz’ora o anche meno, ma il ricordo rimasto di quei pensieri prepara in tuo onore un giorno di festa senza fine. Invece, in quella vita beata ed eterna, della quale si dice: entra nella gioia del tuo Signore (Matteo 25,21), vi sarà solo il godimento perfetto e perpetuo e tanto più felice, in quanto, rimossi ormai tutti gli ostacoli che adesso sembrano ritardarla o impedirla, l’eternità del suo amore sarà indissolubile, la perfezione indistruttibile, la beatitudine incorruttibile.

Da “La contemplazione di Dio” di Guglielmo di Saint-Thierry, (1075 circa –1148), monaco, teologo e filosofo francese, una delle voci più elevate della mistica medievale.