Vinci l’indifferenza e conquista la pace.
XLIX GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
1° GENNAIO 2016

XLIX GIORNATA MONDIALE DELLA PACE  1

Testo del messaggio:
Giornata mondiale della pace

Nel messaggio per la giornata mondiale della pace Papa Francesco ha lanciato un appello affinché ciascuno, nello spirito del giubileo della misericordia, si assuma «un impegno concreto per contribuire a migliorare la realtà in cui vive, a partire dalla propria famiglia, dal vicinato o dall’ambiente di lavoro». Lo ha sottolineato il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, nel presentare il testo del messaggio nella Sala stampa della Santa Sede, martedì mattina, 15 dicembre.

Un analogo appello il Pontefice ha rivolto anche ai responsabili delle nazioni, perché compiano «gesti concreti, se non veri e propri atti di coraggio, nei confronti delle persone più fragili delle loro società, come i prigionieri, i migranti, i disoccupati e i malati». Nel messaggio il Papa invita poi gli Stati a guardare oltre i propri confini per realizzare la fraternità anche all’interno della famiglia delle nazioni, con un triplice appello: astenersi dal trascinare gli altri popoli in conflitti o guerre, cancellare il debito internazionale degli Stati più poveri o favorirne una gestione sostenibile, adottare politiche di cooperazione rispettose dei valori delle popolazioni locali e che non siano lesive del diritto dei nascituri alla vita.

Da parte sua, Flaminia Giovanelli, sotto-segretario del dicastero, ha messo in luce alcuni elementi di continuità del messaggio con il magistero precedente. In particolare, ha fatto notare come sia ben visibile il legame con l’insegnamento di Giovanni Paolo II, «se si considera — ha detto — che Papa Francesco oltre ad aver indicato la via della misericordia quale via da percorrere per combattere l’indifferenza, ha inserito decisamente il messaggio della pace di quest’anno nella prospettiva del giubileo della misericordia». Lo stesso Pontefice, del resto, «ha ricordato qualche giorno fa il costante riferimento di Giovanni Paolo II alla misericordia divina, culminato nell’enciclica Dives in misericordia», e nell’istituzione della domenica della Divina misericordia. All’incontro è intervenuto anche Vittorio V. Alberti, officiale del dicastero, che ha sottolineato alcune parole chiave del messaggio: capacità dell’uomo, apatia, disimpegno e chiusura, impegno concreto per contribuire a migliorare la realtà.

Sono state poi lette due testimonianze: la prima dell’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi, membro del Pontificio Consiglio, che ha parlato delle sue esperienze con la realtà carceraria e del contributo che possono offrire le comunità cristiane; la seconda di don Luigi Ciotti, fondatore del gruppo Abele, che ha offerto una riflessione sul significato della pace. All’incontro hanno partecipato anche alcuni rifugiati accolti nel Centro Astalli di Roma…

L’Osservatore Romano, 16 dicembre 2015.