Ma anche il sinodo compie 50 anni. “ Nella mente del Beato Paolo VI- ha detto il cardinale Baldisseri- che lo istituì il 15 settembre 1965, il Sinodo doveva perpetuare nella Chiesa lo spirito del Vaticano II, affinché anche dopo la conclusione di quell’assise «continuasse a giungere al Popolo cristiano quella larga abbondanza di benefici, che durante il Concilio felicemente si ebbe dalla viva unione [del Sommo Pontefice] con i Vescovi»[11].”

Altro momento importante per l’Assemblea sinodale è l’imminenza del Giubileo Straordinario della Misericordia.

Il cardinale ha ripercorso le diverse tappe del cammino sinodale che parte già del 2013 poco dopo l’elezione al soglio pontificio di Papa Francesco.

Baldisseri ricorda che “il numero cospicuo degli apporti pervenuti alla Segreteria Generale nel corso della prima parte di quest’anno ha confermato lo straordinario interesse suscitato dal tema e l’attiva partecipazione di tutto il Popolo di Dio. Il periodo intersinodale si è rivelato un’ulteriore preziosa occasione di auditus Ecclesiae, o meglio di ascolto di «ciò che lo Spirito dice alle Chiese» (Ap 2, 17) nella molteplicità delle loro componenti, in particolar modo attraverso la voce delle famiglie cristiane. Proprio queste ultime, infatti, hanno percepito più di ogni altro che il Sinodo res nostra agitur: si occupa di loro, vuole rivolgersi anzitutto a loro, intende incoraggiarle nel loro cammino entusiasmante e al contempo difficile.”

Baldisseri ricorda che “la Segreteria Generale ha ricevuto 102 Risposte da parte degli organismi aventi diritto. Ad esse si sono aggiunte oltre 400 Osservazioni, inviate liberamente da Diocesi e Parrocchie, Associazioni ecclesiali e Gruppi spontanei di fedeli, Movimenti e Organizzazioni civili, nuclei familiari e singoli credenti. Al tempo stesso, Università e Facoltà Ecclesiastiche, altre Istituzioni accademiche, Centri di ricerca e specialisti di diverse aree disciplinari hanno arricchito l’approfondimento delle tematiche sinodali con i loro Contributi di studio, sovente mettendo in luce anche aspetti nuovi, secondo quanto richiesto dalla domanda previa dei Lineamenta.”

Altra tappa significativa quella dello scorso’8 settembre con la promulgazione delle due “lettere apostoliche in forma di motu proprio, intitolate Mitis Iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus, sulla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio, rispettivamente nel Codice di Diritto Canonico e nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. Tenendo conto del consenso raggiunto nella III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo – che aveva sollecitato processi più rapidi e accessibili –, consenso confermato nella fase intersinodale di approfondimento dei Lineamenta, Papa Francesco ha offerto in quei documenti disposizioni per favorire – come egli stesso dichiara – «non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi, non meno che una giusta semplicità».”

Il cardinale Baldisseri ha spiegato poi le nuove procedure sinodali che porteranno nella mattina di giovedì 22 ottobre alla presentazione in Aula “e consegnato ai Padri sinodali per la loro valutazione. Nella Congregazione Generale del pomeriggio sarà possibile ai Padri intervenire ulteriormente sul progetto, sia in forma orale sia presentando per iscritto i loro testi alla Segreteria Generale.”

Il cardinale ha dato anche indicazioni di metodo citando Papa Francesco che “ci ha ricordato che «il Sinodo non è un parlamento», ma «è uno spazio protetto affinché lo Spirito Santo possa operare». Ciò che avviene è «un confronto tra i Vescovi […] dopo un lungo periodo di preparazione», che poi prosegue «in un altro lavoro, per il bene delle famiglie, della Chiesa e della società. È un processo, è il normale cammino sinodale»[25].”

Baldisseri ha anche ricordato quale sarà il metodo della comunicazione, e del resto il Papa stesso nel suo discorso introduttivo ha voluto salutare i giornalisti. Niente bollettino quotidiano ma “i Padri sinodali saranno liberi di comunicare con i media a loro discrezione e responsabilità, mantenendo la necessaria riservatezza sui dibattiti in Aula e nei Circuli minores. Saranno pubblicate di volta in volta le relazioni presentate dai Circuli, mentre le varie fasi di elaborazione del documento finale rimarranno riservate, considerando che il testo è suscettibile di continui sviluppi fino alla redazione conclusiva.”

E ovviamente grande spazio è dato alla preghiera, quella costante nella Basilica romana di Santa Maria Maggiore e la canonizzazione dei coniugi Martin, “proponendoli alla Chiesa universale come insigne modello di santità familiare.”

CITTÀ DEL VATICANO , 05 ottobre, 2015  (ACI Stampa)
Di Angela Ambrogetti
http://www.acistampa.com