Giubileo

(Salvatore Izzo) “Il Giubileo ha sempre costituito l’opportunita’ di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur  meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia  compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella societa’ portando il loro contributo onesto”. Lo ricorda ai governi del mondo ed  a tutti i fedeli Papa Francesco in un documento che da’ indicazioni  concrete sull’Anno Santo Straordinario che si apre il prossimo 8  dicembre.

Vedi Lettera del Papa: Testo in lingua italiana.

Il Papa inoltre assicura a tutti i carcerati la possibilita’ di ottenere l’indulgenza plenaria nelle loro celle. “Il mio pensiero –  confida Bergoglio nel testo – va ai carcerati, che sperimentano la limitazione della loro liberta’. A tutti costoro – scrive – giunga  concretamente la misericordia del Padre che vuole stare vicino a chi ha  piu’ bisogno del suo perdono”. Nella Lettera indirizzata al presidente  del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, monsignor Rino  Fisichella, Papa Francesco stabilisce dunque che i detenuti “nelle  cappelle delle carceri potranno ottenere l’indulgenza, e ogni volta che  passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la  preghiera al Padre”. “Possa questo gesto – auspica il Pontefice –  significare per loro il passaggio della Porta Santa, perche’ la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, e’ anche in grado di  trasformare le sbarre in esperienza di liberta’”.
Conversando con i giornalisti il portavoce della Santa Sede, padre  Federico Lombardi, ha sottolineato che nonostante l’affermazione  sull’Anno Santo Straordinario come opportunita’ per “una grande  amnistia” di fatto non e’ stata finora formalizzato dal Papa un appello specifico alle autorita’ degli Stati, come quello lanciato da San  Giovanni Paolo II nel 2000.
In realta’, pero’, il testo diffuso oggi contiene parole non  equivocabili perche’ parla di “grande amnistia” mentre Wojtyla aveva  chiesto piu’ semplicemente “un gesto di clemenza” per i detenuti senza  entrare nel merito di quale forma giuridica potesse poi essere adottata.
Nella tradizione dei Giubilei, che inizia nell’antico Israele, ogni  sette settennati (cioe’ ogni 49 anni) era prescritta la liberazione dei  prigionieri, la cancellazione dei debiti e la restituzione delle terre  agli antichi proprietari. Bonifacio VIII proclamo’ invece il primo  Giubileo cristiano concedendo l’indulgenza come un bene puramente  spirituale e bisognera’ aspettare Giovanni Paolo II e il suo Grande  Giubileo del 2000 per vedere in qualche modo riproposta l’antica legge  giudaica, con le richieste avanzate dal Papa polacco ai legislatori di  tutto il mondo della cancellazione del debito estero dei paesi poveri e  di un gesto di clemenza verso i detenuti.
Dunque la Lettera indirizzata a Fisichella compie un ulteriore  salto di qualita’ e cio’ anche rispetto alla Bolla d’indizione del  Giubileo che lo scorso 11 aprile invocava: “la parola del perdono possa  giungere a tutti e la chiamata a sperimentare la Misericordia non lasci nessuno indifferente”. “Questo – affermava la Bolla – e’ il momento di  cambiare vita di lasciarsi toccare il cuore . Davanti al male commesso  anche a crimini gravi e’ il momento di ascoltare il pianto delle persone  innocenti depredate dei beni della dignita’ degli affetti della stessa  vita”. Dio risani la piaga putrefatta della corruzione Gesu’ “pur  combattendo il peccato non ha mai rifiutato nessun peccatore”, ricordava  inoltre Bergoglio nella Bolla. “Penso in particolare – confidava – agli  uomini e alle donne che appartengono a un gruppo criminale, qualunque  sia. Per il vostro bene vi chiedo di cambiare vita. Lo stesso invito giunga anche alle persone fautrici o complici di corruzione. Questa  piaga putrefatta della societa’ e’ un grave peccato che grida verso il  Cielo”. “Dio va oltre la giustizia con il perdono. Se Dio si fermasse  alla giustizia sarebbe – spiegava il Papa nel precedente documento sul Giubileo – come tutti gli uomini che invocano il rispetto della legge.
La giustizia da sola non basta”. La Bolla affermava: “chi sbaglia dovra’ scontare la pena. Solo che questo non e’ il fine ma l’inizio della  conversione. Cio’ non significa svalutare la giustizia ma Dio la ingloba  in un evento superiore dove si sperimenta l’amore che e’ fondamento di una vera giustizia”. Oggi invece il Papa scrive che il Giubileo rappresenta l’opportunita’ di “una grande amnistia”.  

Giubileo: Papa, tutti i sacerdoti potranno assolvere aborto
Per l’intera durata dell’Anno Santo Straordinario (8 dicembre 2015, 30 novembre 2016) tutti i sacerdoti del mondo potranno  assolvere il peccato di aborto togliendo direttamente la relativa  scomunica, facolta’ attualmente concessa solo ai vescovi e da questi  delegata ai penitenzieri di alcune basiliche e alcuni santuari. Lo ha stabilito Papa Francesco nella Lettera indirizzata oggi al presidente  del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, monsignor Rino  Fisichella. “Il perdono di Dio a chiunque e’ pentito non puo’ essere  negato, soprattutto quando con cuore sincero si accosta al Sacramento  della Confessione per ottenere la riconciliazione con il Padre”, scrive  Francesco che “anche per questo motivo” ha deciso, “nonostante qualsiasi cosa in contrario, di concedere a tutti i sacerdoti per l’Anno Giubilare  la facolta’ di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato  e pentiti di cuore ne chiedono il perdono”.
“I sacerdoti – raccomanda il Papa – si preparino a questo grande  compito sapendo coniugare parole di genuina accoglienza con una  riflessione che aiuti a comprendere il peccato commesso, e indicare un  percorso di conversione autentica per giungere a cogliere il vero e generoso perdono del Padre che tutto rinnova con la sua presenza”.
Nel testo Francesco si sofferma a lungo sul dramma dell’aborto.
“Uno dei gravi problemi del nostro tempo – scrive – e’ certamente il  modificato rapporto con la vita”. Nel mondo di oggi, infatti, “una  mentalita’ molto diffusa” ha ormai fatto perdere la dovuta sensibilita’ personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita”. E cosi’,  denuncia Bergoglio, “il dramma dell’aborto e’ vissuto da alcuni con una  consapevolezza superficiale, quasi non rendendosi conto del gravissimo  male che un simile atto comporta”. Mentre “molti altri, invece, pur  vivendo questo momento come una sconfitta, ritengono di non avere altra  strada da percorrere. Penso, in modo particolare, a tutte le donne che  hanno fatto ricorso all’aborto”. “Conosco bene – assicura il Pontefice –  i condizionamenti che le hanno portate a questa decisione. So che e’ un  dramma esistenziale e morale. Ho incontrato tante donne che portavano  nel loro cuore la cicatrice per questa scelta sofferta e dolorosa. Cio’ che e’ avvenuto e’ profondamente ingiusto; eppure – conclude – solo il  comprenderlo nella sua verita’ puo’ consentire di non perdere la  speranza”. Commentando l’odierna decisione del Papa, il portavoce della  Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha sottolineato che “in nessun modo  puo’ essere interpretata come un minimizzare la gravita’ dell’aborto”.

Giubileo: indulgenza si potra’ ottenere anche dai lefebvriani
Papa Francesco ha deciso che non restino esclusi  dall’indulgenza plenaria concessa in occasione dell’Anno Santo  Strordinario nemmeno “quei fedeli che per diversi motivi si sentono di  frequentare le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternita’ San Pio  X”. “Questo Anno giubilare della Misericordia – scrive nella Lettera  indirizzata oggi al presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova  Evangelizazione, monsignor Rino Fisichella – non esclude nessuno”. E  cosi’, “mosso dall’esigenza di corrispondere al bene di questi fedeli,  per mia propria disposizione” il Papa ha stabilito che “quanti durante  l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il  sacramento della riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternita’  San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro  peccati”.
“Confido che nel prossimo futuro si possano trovare le soluzioni  per recuperare la piena comunione con i sacerdoti e i superiori della  Fraternita’”, confida Papa Francesco nel suo documento sottolineando che  i tempi sembrano oggi piu’ maturi per una completa riconcilazione con i  fedeli e i sacerdoti che hanno seguito monsignor Marcel Lefebvre nel suo  scisma. “Da diverse parti – rivela in proposito il Papa – alcuni  confratelli vescovi mi hanno riferito della loro buona fede e pratica  sacramentale, unita pero’ al disagio di vivere una condizione  pastoralmente difficile”. 

Giubileo: Papa indulgenza ai volontari che accolgono e assistono
Papa Francesco vuole che nell’Anno Santo  Straordinario, che inizia il prossimo 8 dicembre, “la Chiesa riscopra la  ricchezza contenuta nelle opere di misericordia corporale e spirituale”,  tra le quali figurano anche l’accoglienza degli immigrati e il volontariato nelle carceri e negli ospedali. L’esperienza della  misericordia, infatti, diventa visibile nella testimonianza di segni  concreti come Gesu’ stesso ci ha insegnato”. Dunque, stabilisce  Francesco nella Lettera indirizzata al presidente del Pontificio  Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, “ogni volta che un fedele  vivra’ una o piu’ di queste opere in prima persona otterra’ certamente  l’indulgenza giubilare”.
Papa Francesco descrive nel testo “l’impegno a vivere della  misericordia per ottenere la grazia del perdono completo ed esaustivo  per la forza dell’amore del Padre che nessuno esclude”. “Si trattera’ pertanto – assicura – di un’indulgenza giubilare piena, frutto dell’evento stesso che viene celebrato e vissuto con fede, speranza e  carita’.E’ mio desiderio, infatti, che il Giubileo sia esperienza viva  della vicinanza del Padre, quasi a voler toccare con mano la sua  tenerezza, perche’ la fede di ogni credente si rinvigorisca e cosi’ la  testimonianza diventi sempre piu’ efficace”. Nella Lettera il Papa  rivolge il suo pensiero “in primo luogo, a tutti i fedeli che nelle  singole Diocesi, o come pellegrini a Roma, vivranno la grazia del  Giubileo”. “Desidero che l’indulgenza giubilare giunga per ognuno – afferma – come genuina esperienza della misericordia di Dio, la quale a  tutti va incontro con il volto del Padre che accoglie e perdona,  dimenticando completamente il peccato commesso”. 

Giubileo: Papa rilancia messe in tv, valide per avere indulgenza
Durante l’Anno Santo Straordinario che inizia l’8  dicembre, le persone ammalate o anziane impossibilitate a recarsi in una  delle chiese nelle quali, in ogni diocesi del mondo, e’ stata aperta una  “Porta Santa” potranno ottenere l’indulgenza anche seguendo da casa la  messa trasmessa in tv. Lo stabilisce Papa Francesco nella Lettera  indirizzata al presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova  Evangelizzazione, che dedica ampio spazio alle persone ammalate e al  modo con le quali esse potranno ottenere l’indulgenza plenaria. “Vivere  con fede e gioiosa speranza questo momento di prova, ricevendo la  comunione o partecipando alla santa messa e alla preghiera comunitaria,  anche attraverso i vari mezzi di comunicazione, sara’ per loro –  assicura il Papa – il modo di ottenere l’indulgenza giubilare”.
Anche se di norma “per vivere e ottenere l’indulgenza i fedeli  sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa,  aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal vescovo  diocesano, e nelle quattro Basiliche Papali a Roma, come segno del  desiderio profondo di vera conversione”, il Pontefice dispone dunque  eccezioni per “quanti per diversi motivi saranno impossibilitati a  recarsi alla Porta Santa, in primo luogo gli ammalati e le persone  anziane e sole, spesso in condizione di non poter uscire di casa”. “Per  loro – precisa – sara’ di grande aiuto vivere la malattia e la  sofferenza come esperienza di vicinanza al Signore che nel mistero della  sua passione, morte e risurrezione indica la via maestra per dare senso  al dolore e alla solitudine”.

Giubileo: Papa vuole porte sante anche nei santuari
Papa Francesco vuole che “nei Santuari dove si e’  aperta la Porta della Misericordia e nelle chiese che tradizionalmente  sono identificate come Giubilari si possa ottenere l’indulgenza”. Lo scrive al presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, monsignor Rino Fisichella. Nella Lettera il Papa  ricorda che “e’ importante che questo momento sia unito, anzitutto, al  Sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione della santa  Eucaristia con una riflessione sulla misericordia”. Ovviamente, sottolinea, “sara’ necessario accompagnare queste celebrazioni con la  professione di fede e con la preghiera per me e per le intenzioni che  porto nel cuore per il bene della Chiesa e del mondo intero”. 

Giubileo: Papa, indulgenza si potra’ ottenere anche per defunti
In occasione dell’Anno Santo Straordinario che si  apre l’8 dicembre, “l’indulgenza giubilare puo’ essere ottenuta anche  per quanti sono defunti”. Lo scrive Papa Francesco nella lettera al  presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione,  monsignor Rino Fisichella. “A loro – sottolinea Bergoglio – siamo legati  per la testimonianza di fede e carita’ che ci hanno lasciato. Come li  ricordiamo nella celebrazione eucaristica, cosi’ possiamo, nel grande  mistero della comunione dei Santi, pregare per loro, perche’ il volto  misericordioso del Padre li liberi da ogni residuo di colpa e possa  stringerli a se’ nella beatitudine che non ha fine”. La Lettera si  chiude con un atto di affidamento alla Vergine. “Confidando  nell’intercessione della Madre della Misericordia, affido – scrive il  Papa – alla sua protezione la preparazione di questo Giubileo  Straordinario”. 

(AGI)