Messaggio ai rifugiati
di Enzo Bianchi.

Giovanni Iudice, Clandestini

Messaggio ai rifugiati che giungono in mezzo a noi scritto da fr. Enzo per il Rapporto annuale 2015 del centro Astalli-Servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia, presentato a Roma il 23 aprile.

La prima parola che vorrei rivolgervi è “Benvenuti!”. Purtroppo però so che, mentre tanti uomini e donne di questo paese si sono prodigati e si impegnano quotidianamente per accogliervi e riconoscere la vostra dignità, tanti altri non vi fanno sentire “benvenuti” in questa terra, disprezzando le vostre speranze e infangando i valori fondanti della nostra società.

Allora la prima parola che vi dico è: “Perdonateci!”. Perdonateci per non aver saputo impedire le tragedie che vi hanno spinto fin qui. Perdonate la nostra indifferenza verso quanti nutrivano il vostro stesso sogno e non ce l’hanno fatta a raggiungere il nostro paese. Perdonate la nostra durezza di cuore, la nostra incapacità di riconoscere e onorare l’essere umano che è in ciascuno di voi, la nostra mancanza di memoria che cancella quel passato in cui molti nostri progenitori si sono trovati nelle vostre condizioni.

E infine, e soprattutto, “grazie!”. Grazie perché vi siete fatti prossimo a noi, feriti e prigionieri del nostro egoismo, e ci state curando, infondendoci il coraggio della misericordia. Grazie per non averci lasciati soli nella nostra autosufficienza, per averci dato la possibilità di diventare a nostra volta “prossimo”, non di chi è come noi ma di chi, in virtù della sua differenza e della sua sofferenza, risveglia il bene che giace addormentato in noi.

Che questa terra, che questo paese possa diventare il vostro e nostro paese, un paese migliore perché ci accogliamo a vicenda. Coraggio, insieme possiamo farcela!

Enzo Bianchi, priore di Bose