«Gettati in mare perché cristiani».

Immigrazione: a Salerno nave con 1044 migranti a bordo

Quindici immigrati sono stati arrestati a Palermo con l’accusa di aver gettato in mare durante la traversata del Canale di Sicilia dodici loro compagni di religione cristiana. I 15 sono tutti musulmani e tra loro c’è anche un minorenne.

A firmare la richiesta di arresto è stato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, perché i fatti sono accaduti in acque internazionali. Era stato il Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, a inoltrare la richiesta di arresto al ministro.

Secondo quanto ricostruito in base alle testimonianze di altri profughi, sul barcone sarebbe scoppiata una rissa per motivi religiosi e i musulmani hanno sopraffatto i cristiani e li hanno scaraventati fuori bordo. La polizia avrebbe raccolto “dichiarazioni coerenti”, si apprende da fonti giudiziarie, e ci sarebbero anche riconoscimenti fotografici di alcuni degli indagati. I 15 arrestati fanno parte di uno dei tre gruppi di profughi sbarcati ieri a Palermo con tre diversi navi che li avevano soccorsi nel Canale di Sicilia.

I 15 sono di nazionalità ivoriana, malese e senegalese, e sono accusati di omicidio plurimo, aggravato dall’odio religioso. Le indagini della Squadra Mobile palermitana sono cominciate dopo le testimonianze di una decina di naufraghi nigeriani e ghanesi, sbarcati al porto di Palermo, a bordo della nave ‘Ellensborg’, ieri. I testimoni, piangendo, hanno raccontato di essere superstiti di uno scontro religioso scaturito dall’odio di un gruppo di musulmani verso i cristiani.

I migranti hanno raccontato di essersi imbarcati il 14 aprile su un gommone, partito dalle coste libiche con 105 persone, in prevalenza senegalesi ed ivoriani. Durante la traversata, nigeriani e ghanesi, in minoranza, sarebbero stati minacciati di essere abbandonati in acqua perché cristiani, da una quindicina di passeggeri, di nazionalità ivoriana, senegalese, maliana e della Guinea Bissau. Dalle minacce i musulmani sarebbero passati all’azione gettando in acqua dodici tra nigeriani e ghanesi. I superstiti si sarebbero salvati soltanto perché oppostisi strenuamente al tentativo di annegamento, in alcune casi formando anche una vera e propria catena umana.

Immediata la polemica politica con Ignazio La Russa che accusa il governo Renzi di favorire il terrorismo e chiede una relazione in aula. “La politica sconsiderata del governo Renzi non solo sta mettendo in ginocchio la tenuta sociale delle nostre città ma come dimostrano i fatti, consente l’ingresso sul suolo italiano di terroristi fondamentalisti. Il governo spieghi immediatamente questa vicenda”. “Gli scafisti utilizzano le operazioni di soccorso come veri e propri traghetti a chiamata. Unica soluzione è il blocco delle partenze” dice Roberto Calderoli della Lega.

Un altro naufragio con 40 vittime sarebbe avvenuto nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. A sostenerlo cinque superstiti sbarcati ieri nel porto di Trapani dalla nave “Foscari” della Marina Militare. I 4 sopravvissuti hanno riferito agli operatori umanitari e alla Polizia, che sta valutando il loro racconto, di essere partiti in 45 da Tripoli su un gommone naufragato.

I migranti tutti maschi – due provenienti dalla Nigeria, uno dal Ghana e uno dal Niger – hanno raccontato di avere preso il largo dalle coste libiche a bordo di un vecchio gommone i cui tubolari si sono ben presto sgonfiati. I naufraghi sono stati avvistati da un aereo in ricognizione nel Canale di Sicilia che ha dato l’allarme, ma quando la nave “Foscari” è giunta sul posto il gommone era già affondati e l’unità militare ha potuto recuperare solo i quattro superstiti.

Complessivamente sono 586 – tra i quali 78 donne, molte delle quali incinte, e 58 bambini, cinque dei quali neonati – i profughi raccolti dalla nave della Marina in tre distinte operazioni di soccorso e sbarcati stamane sul molo Ronciglio del porto di Trapani. I quattro naufraghi, dopo essere stati ascoltati dalla polizia, sono stati trasferiti temporaneamente nel Cie di Milo (Trapani).

L’Ue: situazione destinata a peggiorare. La situazione nel Mediterraneo “è pesante” ed “è destinata a peggiorare nelle settimane e nei mesi a venire visto che le condizioni meteorologiche miglioreranno e l’instabilità e i conflitti nei paesi vicini continuano”: lo ha riferito la portavoce della Commissione Ue in materia di immigrazione, Natasha Bertaud, durante il punto stampa quotidiano dell’Esecutivo Ue a Bruxelles. La portavoce ha ribadito che la Commissione presenterà un nuovo documento sulla politica migratoria a maggio ma ha anche sottolineato che al momento “non ci sono né fondi né volontà politica” per far partire una missione europea di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo, come lo era Mare Nostrum.

Avvenire 16 aprile 2015