Direttorio Omiletico:
10 consigli per le omelie.

Direttorio, i 10 consigli per le omelie

È stato presentato questa mattina nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa vaticana il Direttorio Omiletico, redatto dalla Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti. Si tratta di uno strumento per rendere più efficace la comunicazione del celebrante nell’omelia, la quale, come ha spiegato il cardinale Robert Sarah, da pochi mesi prefetto della Congregazione, “sentita come bella o brutta, interessante oppure noiosa”, decide “la bontà a o meno dell’intera celebrazione”. Del resto il Papa, nell’Evangelii gaudium, riservava 25 paragrafi al tema, perché “molti sono i reclami in relazione a questo importante ministero e non possiamo chiudere le orecchie”. Da tenere presente anche che nelle Messe ad esempio per funerali e matrimoni sono presenti molte persone non praticanti, e dunque l’omelia è una grande occasione per i sacerdoti.

Ecco alcuni suggerimenti per migliorare il servizio della predicazione liturgica (tra parentesi, la fonte).

  1. L’omelia va preparata accuratamente, ancorandola a una profonda conoscenza della Sacra Scrittura, in particolare del Vangelo. (Prop. 19, Sinodo dei Vescovi 2005)
  2. Non è un discorso qualsiasi, ma un parlare ispirato dalla Parola di Dio. Si può ricorrere ad immagini o a leggende per non annoiare i fedeli. (Card. Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti)
  3. L’omelia non è uno spettacolo di intrattenimento, ma deve dare fervore e significato alla celebrazione (Evangelii Gaudium, n. 138)
  4. L’omelia non può essere improvvisata: al contrario merita “un tempo prolungato di studio, preghiera, riflessività e creatività pastorale” (Evangelli Gaudium, n. 145)
  5. La predicazione deve essere positiva perché offra “sempre speranza” e non lasci “prigionieri della negatività” (Evangelii Gaudium).
  6. Il buon omileta guida “a intendere e gustare ciò che esce dalla bocca di Dio, aprire i i cuori al rendimento di grazie a Dio, alimentare la fede, preparare a una fruttuosa comunione sacramentale con Cristo”. Sarà un cattivo omileta che “pur essendo magari un grande oratore, non sarà capace di suscitare questi effetti”. (Mons. Arthur Roche, segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti)
  7. Il predicatore deve organizzare la sua omelia seguendo questa traccia: scegliere cosa dire, perché dirlo, come dirlo a “questa” assemblea specifica. Le omelie si differenziano a seconda della celebrazione: nella messa feriale si raccomanda una omelia breve. (Padre Corrado Maggioni, sottosegretario della Congregazione)
  8. Una omelia efficace instilla in chi ascolta il desiderio di conoscere o ri-conoscere Dio, presentandolo nel modo più diretto e chiaro, non accartocciato o parziale (Filippo Riva, Officiale del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali)
  9. Una omelia efficace mette in pericolo ciò che chi ascolta “sa già”. (Filippo Riva)
  10. Il parlare di un sacerdote dovrà essere incarnato, dovrà cioè testimoniare un atteggiamento di fronte alla vita, una posizione umana. (Filippo Riva)

Avvenire 10 febbraio 2015