Chi sono i 3 nuovi beati, vittime di Sendero Luminoso.

Papa Francesco ha autorizzato, oltre alla promulgazione del decreto per la beatificazione di monsignor Oscar Arnulfo Romero, ucciso dagli squadroni della destra al governo in Salvador il 24 marzo 1980, anche tre missionari vittime di Sendero Luminoso, la guerriglia maoista che imperversava in Perù.

Michał Tomaszek e Zbigniew Strzałkowski, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali

Si tratta di due frati polacchi, Michał Tomaszek e Zbigniew Strzałkowski, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, e don Alessandro Dordi, sacerdote diocesano fidei donum di Bergamo, uccisi nelle cittadine di Pariacoto e Santa nell’agosto del 1991. Il postulatore della causa dei tre missionari è il frate conventuale Angelo Paleri. La Congregazione delle Cause dei Santi aveva permesso l’apertura dell’inchiesta diocesana per i tre Servi di Dio il 5 giugno 1995.

I Conventuali ricordano che i tre religiosi furono assassinati dopo aver celebrato l’Eucaristia, con colpi d’arma da fuoco. Ad uno di loro fu tesa un’imboscata, mentre sui corpi degli altri due i terroristi lasciarono un cartello con la scritta: “Così muoiono i lacchè dell’imperialismo”.

Pe_ Alessandro  Dordi Negroni

Il sacerdote bergamasco don Alessandro Dordi, della comunità missionaria del Paradiso, venne ucciso con due colpi di revolver mentre si accingeva a celebrare la messa in un villaggio di campesinos. In Perù da 11 anni dopo avere svolto l’attività pastorale nel basso Polesine e fra gli emigranti italiani in Germania e in Svizzera, don Dordi si era dedicato all’aiuto dei più poveri senza mai occuparsi di politica, ma i guerriglieri di Sendero Luminoso vedevano come un forte ostacolo la sua opera.

Tutti e tre i martiri si occupavano di far arrivare gli aiuti della Caritas ai contadini poveri, e questa attività era considerata “controrivoluzionaria” dai gruppi maoisti che ritenevano gli aiuti umanitari come una ingerenza esterna oltre che come il tentativo della Chiesa di guadagnare consenso contro i movimenti guerriglieri.

È stato calcolato che la lotta armata attuata alla fine del secolo scorso da diversi movimenti di guerriglieri in Perù e contrastata dalle forze armate regolari abbia causato più di 70 mila morti tra la popolazione civile, tra i gruppi in lotta, e tra quanti si sono trovati non per loro colpa tra i due fuochi; e tra essi diversi missionari di varie nazionalità.

Avvenire 3 febbraio 2015