PREGARE NEL REGNO.

Anthony Bloom.

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Per poter pregare, dobbiamo trovarci in quella situazione che definiamo “regno di Dio”. Dobbiamo riconoscere che lui è Dio, che è re, dobbiamo arrenderci a lui. Dobbiamo quantomeno preoccuparci della sua volontà, anche se ancora non siamo in grado di compierla.

Se però non lo siamo, se trattiamo Dio come quel giovane ricco che non poteva seguire Cristo perché aveva troppe ricchezze, come possiamo incontrarlo? Il più delle volte quel che perseguiamo attraverso la preghiera, mediante quel profondo rapporto con Dio che tanto desideriamo, non è altro che un nuovo periodo di felicità; ma non siamo preparati a vendere tutti i nostri averi per comprare la perla di grande valore.

Ma come dovremmo procurarci, allora, questa perla di grande valore? È a essa che si rivolgono le nostre attese? Non avviene forse lo stesso nei rapporti umani: quando un uomo e una donna provano amore l’uno per l’altra, gli altri non hanno più la stessa importanza di prima. Per dirla con una formula concisa del tempo antico: “Quando un uomo ha una donna al suo fianco, non è più circondato da uomini e donne, ma dalla gente”. Non potrebbe essere, anzi, non dovrebbe essere così per ciò che concerne ogni nostra ricchezza quando volgiamo il nostro sguardo verso Dio?