CONCENTRARSI SU DIO E NIENT’ALTRO.

Anthony Bloom.

silenzio e solitudine, luce e bellezza, preghiera e contemplazione  (5)

Dio deve restare sempre al centro della nostra attenzione, perché il nostro raccoglimento può essere falsificato in molti modi; quando preghiamo per qualcosa che ci preoccupa profondamente, ci sembra che tutto il nostro essere converga in un’unica preghiera e pensiamo di essere in uno stato di raccoglimento profondo, autentico, colmo di preghiera; ma non è vero: al centro dell’attenzione non c’era Dio, ma l’oggetto della nostra preghiera.

Quando siamo coinvolti emotivamente nessun pensiero alieno s’intromette, perché siamo completamente dediti all’oggetto della nostra preghiera; la nostra attenzione si dissolve repentinamente solo quando ci mettiamo a pregare per qualche altra persona o esigenza; questo indica che non era il pensiero di Dio, né l’avvertire la sua presenza a provocare la nostra concentrazione, bensì le nostre preoccupazioni umane.

Questo non vuol dire che la sollecitudine per ciò che è umano sia senza importanza, ma è indice del fatto che il pensiero di un amico può ben di più che il pensare a Dio, e questo è un fatto serio.