LO SCOPO DELLA MEDITAZIONE.

Anthony Bloom.

silenzio e solitudine, luce e bellezza, preghiera e contemplazione  (23)

Fine della meditazione non è praticare una riflessione di tipo accademico; essa non intende essere un’attività puramente intellettuale, né un mero abbozzo di pensiero privo di conseguenze. Essa vuole essere un pensare sotto la guida di Dio e “verso Dio”, e per questo dovrebbe portarci a trarre conclusioni sul nostro modo di vivere. È importante rendersi conto fin da principio che una meditazione si rivela utile quando ci pone in condizione di vivere in modo più preciso e concreto le esigenze dell’evangelo.

Qualunque cosa raccogliamo, sia un versetto, o un comando, un evento della vita di Cristo, dobbiamo anzitutto pesarne il contenuto oggettivo. È estremamente importante, perché il fine per cui si medita non è la costruzione di strutture fantastiche, quanto la comprensione di una verità.

La verità sta lì, è la verità di Dio, e la meditazione si propone di costruire un ponte fra la nostra mancanza di comprensione e la verità rivelata. È un modo per educare la nostra intelligenza, per imparare gradualmente ad assumere “il pensiero di Cristo”, come dice Paolo (1Cor 2,16).