IL CONTRASTO FRA PREGHIERA E MEDITAZIONE.

Anthony Bloom.

silenzio e solitudine, luce e bellezza, preghiera e contemplazione  (21)

Meditare è un’attività del pensiero, mentre la preghiera è rifiuto di qualsiasi pensiero. Secondo quanto insegnano i padri dell’oriente, perfino i pensieri più spirituali e le considerazioni teologiche più profonde e sublimi, se compiute nel corso dell’orazione, devono essere ritenute alla stregua di una tentazione, e perciò soppresse; perché, come dicono i padri, è da stupidi pensare a Dio e dimenticare che ci troviamo in sua presenza.

Tutte le guide spirituali dell’ortodossia ci ammoniscono di non sostituire all’incontro con Dio una riflessione su di lui. La preghiera è essenzialmente stare davanti a Dio, faccia a faccia, consapevoli di dover lottare per rimanere raccolti, assolutamente nel silenzio e attenti alla sua presenza, vale a dire serbare una mente, un cuore e una volontà indivisi al cospetto del Signore. E non è affatto facile.

Per quanto possiamo aver imparato dall’educazione ricevuta, una scorciatoia si può sempre aprire in qualsiasi momento: l’unificazione può essere raggiunta da quella persona per la quale l’amore di Dio è tutto, che ha rotto ogni legame, che si è offerta completamente a Dio; allora non c’è più lotta personale, ma solo l’opera luminosa della grazia di Dio.