700 migranti morti in mare in 5 giorni

700 migranti morti in mare in 5 giorniNuova tragedia della disperazione in mare. Un barcone con 250 persone a bordo è affondato a largo delle coste libiche, e i morti accertati sarebbero già 160. Lo ha reso noto la marina di Tripoli nella tarda serata di ieri, ma le informazioni che giungono da Tripoli sono ancora frammentarie.

Il portavoce della marina libica ha aggiunto che molte delle vittime sono donne e che i soccorsi e le ricerche sono stati resi difficili dagli scarsi mezzi a disposizione della guardia costiera. La maggioranza delle navi sono battelli da pesca e rimorchiatori presi in prestito dal ministero del Petrolio. Finora sono state soccorse 36 persone, tra cui una donna incinta trasportata in un ospedale libico.

Sarebbero, invece, circa 500 i dispersi del naufragio avvenuto la scorsa settimana a 300 miglia al largo di Malta, e a causare l’incidente sarebbero stati gli stessi trafficanti, che – da una seconda imbarcazione – avrebbero di proposito  fatto colare a picco il barcone con a bordo i migranti, con i quali era nato un violento scontro”. A raccontare la vicenda agli operatori dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) in Sicilia sono stati due sopravvissuti di nazionalità palestinese. Secondo i sopravvissuti, gli “scafisti”, che si trovavano su un’altra barca, avrebbero cercato di convincere i migranti a salire su una nave più piccola e di fronte al loro rifiuto non hanno esitato a far rovesciare la barca dove si trovavano. I due superstiti, trasportati a Pozzallo in Sicilia, hanno riferito che a bordo c’erano circa 500 profughi di nazionalità siriana, palestinese, egiziana e sudanese. Sempre secondo l’Oim sarebbero 700 i migranti morti nel Mediterraneo negli ultimi cinque giorni.

Negli ultimi mesi, diverse centinaia di persone hanno perso la vita cercando di raggiungere le coste italiane, punto di approdo verso i Paesi del Vecchio Continente. Nell’incidente più grave avvenuto di recente, 170 persone sono risultate disperse alla fine di agosto al largo delle coste libiche. Secondo i dati forniti dall’Unhcr, l’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Onu, dall’inizio dell’anno oltre 100mila persone hanno raggiunto l’Italia e quasi 2mila sono morti nel tentativo. Lo scorso ottobre si era registrata la peggiore ecatombe nel Canale di Sicilia, con 366 morti e 155 superstiti. L’Italia reagì lanciando l’operazione Mare Nostrum e chiedendo un maggiore impegno europeo: richiesta recepita solo di recente, con l’annuncio per fine novembre dell’avvio della missione Frontex Plus.

http://www.avvenire.it
15 settembre 2014


«Le morti in mare sono omicidi» 

I morti nel mar Mediterraneo “non sono incidenti, sono omicidi”, così Michele Cercone, portavoce del commissario Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom. Cercone ha espresso parole di apprezzamento per le “indagini in corso”, spiegando che l’Ue rafforzerà le sue azioni contro i trafficanti di esseri umani.

La Commissione Ue ha messo in gioco tutti gli strumenti che aveva a disposizione, e sta valutando come aumentare gli aiuti all’Italia. “Ma quando ci si trova davanti a spietati trafficanti di esseri umani, che uccidono le loro vittime, tutte le azioni e tutte le misure che possiamo mettere in campo non saranno capaci di evitare tali tragedie”, prosegue il portavoce di Malmstrom.

“Perché quello che abbiamo visto negli ultimi giorni nel Mediterraneo non sono incidenti, ma omicidi – evidenzia ancora Cercone -. È per questo che abbiamo deciso di intensificare i nostri sforzi, assieme alla comunità internazionale, per combattere i trafficanti di esseri umani, e sotto questo punto di vista accogliamo con favore l’intenzione dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) di indagare su quanto avvenuto”.

Avvenire, 16 settembre 2014