Il “mea culpa” di Papa Francesco con gli evangelici

Il Pontefice a Caserta si è scusato per l’atteggiamento cattolico verso i pentecostali durante il fascismo

Il mea culpa di Papa Francesco con gli evangeliciIl pastore Traettino – che il primo giugno scorso aveva partecipato all’incontro del Papa allo Stadio Olimpico di Roma con il Rinnovamento nello Spirito – ha ricordato la fatica di Francesco nel venire una seconda volta a Caserta e ha affermato: “Con uomini come lei c’è speranza per noi cristiani!”. Ha quindi parlato dell’unità della Chiesa fondata su Gesù Cristo. Ha detto che il centro della nostra vita è essere nella presenza di Gesù e che la fede è un incontro personale con Lui. Il Papa, da parte sua, ha parlato della diversità che non è divisione e ha ricordato chi fa l’unità nella Chiesa: “Lo Spirito Santo fa la diversità nella Chiesa e questa diversità è tanto ricca, tanto bella; ma poi, dopo, lo stesso Spirito Santo fa l’unità. E così la Chiesa è una nella diversità. E per usare una parola bella di un evangelico, che io amo tanto: una diversità riconciliata dallo Spirito Santo”. L’unità – ha sottolineato ancora – non è uniformità, perché “lo Spirito Santo fa due cose: fa le diversità dei carismi e poi fa l’armonia dei carismi”: l’ecumenismo è proprio cercare che “questa diversità sia più armonizzata dallo Spirito Santo e divenga unità” (Radio Vaticana, 28 luglio).

Secondo il vaticanista della Stampa Andrea Tornielli: “Le sobrie parole usate questa mattina da Papa Francesco nel dialogo con la comunità evangelica pentecostale del pastore Giovanni Traettino a Caserta s’inseriscono nel cammino inaugurato da san Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del 2000”. Perché – ricorda Torniell – “In quella occasione e per quella occasione, Papa Wojtyla volle che si preparasse un gesto penitenziale, una richiesta di perdono per le colpe e gli errori commessi dai cristiani – e dagli uomini di Chiesa – nel corso della storia”. Quell’iniziativa, alla quale era contrario anche qualche cardinale temendo richieste di perdono poco fondate sulla realtà degli avvenimenti storici, corrispondeva al cuore di Giovanni Paolo II: la Chiesa non aveva paura a riconoscere le infedeltà, gli eccessi, le strumentalizzazioni, la violenza, che nel nome del Dio cristiano erano stati compiuti lungo i secoli (Vatican Insider, 28 luglio).

Nello specifico il Papa ha chiesto scusa ai fratelli pentecostali per l’atteggiamento cattolico durante il fascismo: molti sono stati i parroci che hanno consegnato i pastori della piccola chiesa pentecostale allo squadrismo fascista che in nome dell’intolleranza verso tutte le confessioni acattoliche hanno perseguitato anche loro, quasi al pari dell’ebraismo. La persecuzione mussoliniana culmina nella circolare Buffarini-Guidi del 1935, che vieta il culto pentecostale in tutto il Regno in quanto “esso si estrinseca e concreta in pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza” (Vatican Insider, 28 luglio).

Così Papa Francesco: “Tra quelli che hanno perseguitato e denunciato i pentecostali, quasi come fossero dei pazzi che rovinavano la razza, c’erano anche dei cattolici: io sono il pastore dei cattolici e vi chiedo perdono per quei fratelli e sorelle cattolici che non hanno capito e sono stati tentati dal diavolo”. E’ questo il mea culpa pronunciato oggi dal Papa incontrando la comunità evangelica di Caserta guidata dal pastore Giovanni Traettino (Ansa, 28 luglio).

Francesco ha quindi risposto a coloro che sono rimasti stupiti per il fatto che il Papa sia andato a visitare i pentecostali. Ma lui ha restituito la visita che gli avevano fatto a Buenos Aires: “Qualcuno sarà stupito: ‘Ma, il Papa è andato dagli evangelici’. Ma è andato a trovare i fratelli! Vi ringrazio tanto, vi chiedo di pregare per me, ne ho bisogno … perché almeno non sia tanto cattivo. Grazie!” (Radio Vaticana, 28 luglio).

Lucandrea Massaro

28.07.2014

sources: ALETEIA