Nell’anno che ricorda gli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, vogliamo meditare la via crucis facendoci aiutare da alcune pagine scritte da coloro che vissero e camminarono con lui
di Sergio Di Benedetto
6 Marzo 2026
Per gentile concessione di
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Prima stazione: Gesù lava i piedi ai discepoli
Lettura biblica
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. 2Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, 3Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. 5Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
(Gv 13, 1-5)
Meditazione
Erano felicissimi di non vedere e di non possedere alcuna cosa vana o dilettevole ai sensi. Cominciarono così a stringere un patto d’alleanza con la santa povertà, e si proponevano di vivere con essa per sempre e ovunque, come in quel momento, tanta era la consolazione che provavano mentre erano privi di tutto ciò che il mondo ama. E poiché, liberi da ogni cura terrena, trovavano piacere solo nelle cose celesti, deliberano irrevocabilmente di non sciogliersi mai, per nessuna tribulazione o tentazione, dall’abbraccio della povertà.
(Tommaso da Celano, Vita seconda)
Preghiera
Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimu, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.
Seconda stazione: Gesù è giudicato dal sinedrio
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro sinedrio e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?”. Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono». E quelli dissero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».
(Lc 22, 66-71)
Meditazione
Una volta Francesco era in cammino in compagnia di un frate molto spirituale, discendente da una grande e potente famiglia di Assisi. Il Santo, debole e malato, stava in groppa a un asino. Il compagno, stanco del viaggio, si mise a borbottare fra sé: “I parenti di questo qui non erano nemmeno paragonabili ai miei. Ed ecco, lui cavalca e a me tocca venirgli dietro, stracco e appoggiandomi al somaro”. Stava rimuginando queste riflessioni, quando Francesco scivolò d’improvviso dal giumento e gli disse: “Fratello, non è giusto né conveniente che io cavalchi e tu vada a piedi, poiché nel mondo eri più nobile e potente di me”. Stupefatto e pieno di vergogna, quel frate cominciò a piangere e buttandosi ai piedi del Santo gli confessò il pensiero avuto e riconobbe la sua colpa.
(Leggenda perugina)
Preghiera
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui; et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione.
Terza stazione: Gesù cade lungo la via della croce
Lettura biblica
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e impara te da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
(Mt 11,28-30)
Meditazione
Frate Lione con grande ammirazione domandò e disse: “Padre, io ti priego dalla parte di Dio che tu mi dica dove è perfetta letizia”. E santo Francesco così gli rispose: “Quando noi saremo a santa Maria degli Agnoli, così bagnati per la pioggia e agghiacciati per il freddo e infangati e afflitti di fame, e picchieremo la porta dello luogo, e il portinaio verrà adirato e dirà: Chi siete voi? E noi diremo: Noi siamo due dei vostri frati; e colui dirà: Voi non dite vero, anzi siete due ribaldi ch’andate ingannando il mondo e rubando le elimosine de’ poveri; andate via; e non ci aprirà, e ci farà stare di fuori alla neve e all’acqua, col freddo e con la fame infino alla notte; allora se noi tanta ingiuria e tanta crudeltà e tanti commiati sosterremo pazientemente sanza turbarcene e sanza mormorare di lui, e penseremo umilmente che quel portinaio veramente ci conosca, che Iddio lo fa parlare contra a noi; o frate Lione, scrivi che qui è perfetta letizia. E se anzi perseverassimo picchiando, ed egli uscirà fuori turbato, e come gaglioffi importuni ci caccerà con villanie e con schiaffi dicendo: Partitevi, ladroncelli vilissimi, andate all’ospizio, perchè qui non mangerete voi, nè albergherete; se noi questo sosterremo pazientemente e con allegrezza e con buono amore; o frate Lione, iscrivi che quivi è perfetta letizia. E se noi pur costretti dalla fame e dal freddo e dalla notte più picchieremo e chiameremo e pregheremo per l’amore di Dio con grande pianto che ci apra e ci metta dentro, e quelli più scandalizzato dirà: Costoro sono gaglioffi importuni, io li pagherò bene come son degni; e uscirà fuori con un bastone, e ci piglierà per il cappuccio e ci getterà in terra e ci butterà nella neve e ci batterà a nodo a nodo con quel bastone: se noi tutte queste cose sosterremo pazientemente e con allegrezza, pensando le pene di Cristo benedetto, le quali dobbiamo sostenere per suo amore; o frate Lione, iscrivi che qui e in questo è perfetta letizia.
(Dai Fioretti, testo adattato)
Preghiera
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle: in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Quarta stazione: Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la croce
Lettura biblica
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.
(Mc 15,21)
Meditazione
Poi, come vero amante della umiltà perfetta, il Santo si reca tra i lebbrosi e vive con essi, per servirli in ogni necessità per amor di Dio. Lava i loro corpi in decomposizione e ne cura le piaghe virulente, come egli stesso dice nel suo Testamento: “Quando era ancora nei peccati, mi pareva troppo amaro vedere i lebbrosi, e il Signore mi condusse tra loro e con essi usai misericordia”(27). La vista dei lebbrosi infatti, come egli attesta, gli era prima così insopportabile, che non appena scorgeva a due miglia di distanza i loro ricoveri, si turava il naso con le mani. Ma ecco quanto avvenne: nel tempo in cui aveva già cominciato, per grazia e virtù dell’Altissimo, ad avere pensieri santi e salutari, mentre viveva ancora nel mondo, un giorno gli si parò innanzi un lebbroso: fece violenza a se stesso, gli si avvicinò e lo baciò(28). Da quel momento decise di disprezzarsi sempre più, finché per la misericordia del Redentore ottenne piena vittoria.
(Tommaso da Celano, Vita prima)
Preghiera
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Quinta stazione: Gesù incontra le donne di Gerusalemme
Gesù, voltandosi verso le donne, disse:“Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”.
(Lc. 23, 28-31)
Nella settimana in cui Francesco passò da questa vita, Chiara, – prima pianticella dell’Ordine delle sorelle e badessa delle Sorelle Povere del monastero di San Damiano in Assisi, emula di Francesco nel conservare intatta la povertà del Figlio di Dio, – era anch’essa gravemente inferma. E temeva di spegnersi prima del Santo. Affranta, ella piangeva e non riusciva a darsi pace pensando che non avrebbe più visto Francesco, suo unico padre dopo Dio, lui che la confortava nello spirito e nel corpo, che l’aveva fondata per primo nella grazia del Signore. E tramite un frate, Chiara fece conoscere a Francesco questa sua ansietà. Il Santo, informato della cosa, ne fu tutto commosso, perché amava Chiara e le sue sorelle con amore di padre, per la vita santa che conducevano e soprattutto perché, con l’aiuto del Signore, era stato lui a convertirla a Dio con i suoi consigli pochi anni dopo l’arrivo dei primi frati. La conversione di Chiara aveva procurato molta edificazione non solo alla comunità dei frati ma alla intera Chiesa di Dio. Francesco, sapendo che non poteva esaudire in quel momento il desiderio ch’ella aveva espresso di vederlo, per essere entrambi gravemente malati, le mandò in scritto la sua benedizione al fine di confortarla; […] Inoltre, onde sollevarla da ogni tristezza e consolarla nel Signore, Francesco, o meglio lo Spirito di Dio che parlava in lui, disse al frate inviatogli da lei: “Va’ e porta questa lettera a donna Chiara. Le dirai che lasci cadere ogni angoscia e mestizia causata dal fatto che adesso non può vedermi. Sappia in verità che, prima del suo trapasso, tanto lei che le sue sorelle mi vedranno ancora e ne trarranno la più grande consolazione”. Poco tempo appresso Francesco, durante la notte, passò da questa vita. Allo spuntar del mattino venne l’intera popolazione di Assisi, uomini e donne con tutto il clero, tolsero la salma venerata dal luogo della Porziuncola e tra inni e cantici, ognuno recando in mano una fronda di albero, portarono quel corpo santo, per disposizione divina, fino a San Damiano. Così fu compiuta la predizione fatta dal Signore per bocca di Francesco, a conforto delle sue figlie e ancelle.
Fu levata via la grata di ferro dalla finestra attraverso cui le monache ricevono la comunione o, talora, ascoltano la parola di Dio. I frati alzarono la salma di Francesco dalla lettiga e la tennero a lungo sulle loro braccia accanto alla finestra, così che donna Chiara e le sue sorelle ne provarono una consolazione profonda, sebbene fossero tutte in pianto e afflitte dal cordoglio, poiché Francesco era stato per loro, dopo Dio, l’unica consolazione a questo mondo.
(Leggenda perugina)
Preghiera
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Sesta stazione: Gesù è inchiodato alla croce
Lettura biblica
Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa “Luogo del cranio”, gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: “Costui è Gesù, il re dei Giudei”.
(Mt 27, 45-50)
Meditazione
Ben pochi ebbero la fortuna di vedere la sacra ferita del costato del servo del Signore stimmatizzato mentre egli era in vita. Ma fortunato frate Elia che, ancor vivente il Santo, meritò di scorgerla almeno; e non meno fortunato frate Rufino che la poté toccare con le proprie mani. Mentre una volta gli praticava una frizione sul petto, la mano gli scivolò, come spesso capita, sul lato destro e così toccò quella preziosa cicatrice. Francesco ne sentì grande dolore e allontanò la mano, gridando che Dio lo perdonasse. Infatti con ogni cura teneva nascosto il prodigio agli estranei, ma anche agli amici e ai confratelli, tanto che non ne seppero nulla per lungo tempo perfino i suoi seguaci più intimi e devoti. Questo fedelissimo discepolo del Signore, pur vedendosi ornato con tali meravigliosi segni, quasi perle preziosissime del Cielo e coperto di gloria e onore più d’ogni altro uomo, non se ne gonfiò mai in cuor suo, né mai cercò di vantarsene con alcuno per desiderio di gloria vana, al contrario, temendo sempre che la stima degli uomini gli potesse rubare la grazia divina, si industriava il più possibile di tenerla celata agli occhi di tutti.
(Tommaso da Celano, Vita Prima)
Preghiera
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli che ‘l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.
Settima stazione: Gesù muore in croce
Lettura biblica
Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò.
(Lc, 23, 44-45)
Meditazione
Francesco, sebbene disfatto dalle malattie, con grande fervore di spirito e raggiante di gioia profonda, lodò il Signore. Poi rispose al compagno: “Ebbene, se la morte è imminente, chiamatemi i fratelli Angelo e Leone, affinché mi cantino di sorella Morte”. Vennero i due da Francesco e cantarono, in lacrime, il Cantico di frate Sole e delle altre creature del Signore, composto dal Santo durante la sua infermità, a lode del Signore e a consolazione dell’anima sua e degli altri.
(Leggenda perugina)
Preghiera
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali.
Beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Conclusione
Che cosa testimonia san Francesco a noi, oggi? Che cosa ci dice, non con le parole – questo è facile – ma con la vita?
La prima cosa che ci dice, la realtà fondamentale che ci testimonia è questa: essere cristiani è un rapporto vitale con la Persona di Gesù, è rivestirsi di Lui, è assimilazione a Lui.
Da dove parte il cammino di Francesco verso Cristo? Parte dallo sguardo di Gesù sulla croce. Lasciarsi guardare da Lui nel momento in cui dona la vita per noi e ci attira a Lui. Francesco ha fatto questa esperienza in modo particolare nella chiesetta di san Damiano, pregando davanti al crocifisso […]. In quel crocifisso Gesù non appare morto, ma vivo! Il sangue scende dalle ferite delle mani, dei piedi e del costato, ma quel sangue esprime vita. Gesù non ha gli occhi chiusi, ma aperti, spalancati: uno sguardo che parla al cuore. E il Crocifisso non ci parla di sconfitta, di fallimento; paradossalmente ci parla di una morte che è vita, che genera vita, perché ci parla di amore, perché è l’Amore di Dio incarnato, e l’Amore non muore, anzi, sconfigge il male e la morte. Chi si lascia guardare da Gesù crocifisso viene ri-creato, diventa una «nuova creatura». Da qui parte tutto: è l’esperienza della Grazia che trasforma, l’essere amati senza merito, pur essendo peccatori. Per questo Francesco può dire, come san Paolo: «Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo» (Gal 6,14).
Ci rivolgiamo a te, Francesco, e ti chiediamo: insegnaci a rimanere davanti al Crocifisso, a lasciarci guardare da Lui, a lasciarci perdonare, ricreare dal suo amore.
(Papa Francesco, Assisi, 4 ottobre 2013)
Preghiera
Laudate et benedicete mi’ Signore et ringratiate et serviateli cum grande humilitate.
Padre nostro