L’ala conservatrice della Chiesa d’Inghilterra (GAFCON), riunita in Nigeria, contesta la nomina ma nega di volersi separare dalla Comunione anglicana

Articolo di Redazione
04 Marzo 2026
Per gentile concessione di
NIGRIZIA
Quando il 3 ottobre scorso la Chiesa d’Inghilterra (Chiesa anglicana) aveva nominato Sarah Mullally prima donna arcivescova di Canterbury e primate della Chiesa anglicana, succedendo a Justin Welby, dimessosi nel novembre 2024, si erano alzate forti critiche da parte di molte Chiese di tendenza conservatrice africane, asiatiche e sudamericane.
Canterbury è riconosciuta tradizionalmente come sede del cristianesimo anglicano a livello mondiale e storicamente il primate di Canterbury è ritenuto oltre che esponente del clero della Chiesa d’Inghilterra, anche “primus inter pares” dei responsabili ecclesiali che animano la Comunione anglicana mondiale, è cioè la guida spirituale di circa 95 milioni di anglicani.
I conservatori in rivolta
Ora, tuttavia, dopo la conferma di Sarah Mullally come 106esimo arcivescovo di Canterbury, lo scorso 28 gennaio – nomina in precedenza avvallata da re Carlo III -, molte Chiese anglicane di Africa, Asia e America Latina hanno minacciato di interrompere del tutto i legami con la Chiesa d’Inghilterra, sostenendo di rappresentare la vera Comunione anglicana.
La Chiesa anglicana è composta da 42 province in 165 paesi in tutto il mondo. Ognuna segue il proprio sistema di governo ma da sempre ha condiviso dottrina, tradizione e pratiche religiose. In seguito tuttavia all’introduzione dell’accesso al sacerdozio e all’episcopato per le donne, è andata crescendo una frattura tra le Chiese a tendenza conservatrice e progressista.
In ambito dottrinale, ad esempio, molti leader e fedeli anglicani obiettano fortemente che siano considerati validi i sacramenti celebrati dalle donne sacerdote. Le tensioni legate all’ordinazione sacerdotale ed episcopale delle donne si sono in realtà protratte per oltre cinquant’anni.
Se infatti le Chiese di vari paesi come Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda e Sudafrica da decenni riconoscono legittima e doverosa la presenza del clero e dell’episcopato femminile, la maggioranza della Chiese in Africa, Asia e America Latina hanno sostenuto da sempre che la nomina di donne sacerdoti e vescovi mini l’autorità biblica e l’ordine ecclesiastico.
Le critiche del GAFCON
La conferma del ministero di primate della Chiesa anglicana conferito a Sarah Mullally – 63 anni, sposata e madre di due figli – ha quindi suscitato la forte reazione negativa degli anglicani riuniti nella Global Fellowship of Confessing Anglicans (GAFCON), l’organizzazione ecclesiale conservatrice che raccoglie circa l’80% degli anglicani in tutto il mondo.
Tra le critiche più pesanti rivolte alla nuova primate il fatto che come vescovo di Londra si era fatta promotrice della benedizione per le coppie dello stesso sesso, una delle aperture fatte dal predecessore Welby e una delle principali fonti di contesa nella Comunione anglicana mondiale.
A reagire in modo negativo sono state soprattutto i responsabili delle chiese anglicane di Nigeria, Kenya e Rwanda. «Questa nomina finirà col dividere ulteriormente la Comunione già compromessa degli anglicani in tutto il mondo», ha dichiarato un membro di GAFCON.
Questo gruppo di chiese era stato fondato nel 2008 in risposta alle divergenze teologiche della Chiesa sulla questione delle unioni tra persone dello stesso sesso.
Decisi a riorganizzare la Comunione anglicana, i responsabili di GAFCON lo scorso ottobre avevano disertato le riunioni convocate dall’ex arcivescovo di Canterbury, incoraggiando i propri fedeli a tagliare i legami rimanenti con la Chiesa d’Inghilterra.
Dopo la nomina di Sarah Mullally avevano dichiarato: «Avevamo sperato che la Chiesa d’Inghilterra avrebbe preso in debita considerazione il rischio di divisione nel deliberare sulla scelta del nuovo arcivescovo di Canterbury e avrebbe alla fine scelto qualcuno che potesse portare unità in una Comunione anglicana divisa. Purtroppo, non l’ha fatto».
Rischio scisma?
Proprio in questi giorni (3-6 marzo) si sta svolgendo una conferenza ad Abuja, in Nigeria, il GAFCON G26, che si identifica come “movimento globale di anglicani autentici, custodi del Vangelo di Dio”. In programma l’elezione di un proprio primate, “primo tra pari”, a poche settimane dall’insediamento ufficiale dell’arcivescova Mullally nella cattedrale di Canterbury, il 25 marzo, cerimonia che segnerà l’inizio del suo nuovo incarico.
Una decisione che potrebbe segnare un momento di grave rottura e, come ha affermato Diarmaid MacCulloch, professore emerito di Storia della Chiesa presso l’Università di Oxford: «Questo è uno scisma, anche se non vogliono dirlo. Si tratta di un gruppo di leader, tutti maschi, riuniti in conferenza in Africa per affermare un’identità che non soddisfa più molte Chiese anglicane: è un episcopato interamente maschile deciso a continuare a dettare legge».
A negare però la volontà di separarsi dalla Chiesa d’Inghilterra è stato il portavoce di GAFCON, Justin Murff, secondo il quale il gruppo non cerca una rottura con la Comunione anglicana. “Questo non è uno scisma” ha detto Murff. “È in realtà una rivendicazione di continuità”.