La Quaresima è un tempo di rinnovamento spirituale nel quale – attraverso la preghiera assidua, il digiuno autentico e la carità operosa – volgere lo sguardo a colui che è stato trafitto e riconoscerlo nei tanti volti che non hanno né apparenza né bellezza; riscoprire la realtà profonda e dinamica del battesimo e rinnovare l’adesione ferma e fiduciosa al Vangelo.

6 Febbraio 2026
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L’opera d’arte che accompagna i sussidi per la Quaresima proposti dalla Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana si dona a noi come un volto prezioso ma ingabbiato.
Essa sembra narrare il mistero della kenosi di Gesù che, assumendo la condizione di servo, si svuota della sua divinità e, nelle fattezze di una carne caduca e fragile, rende visibile il volto del Dio invisibile. Al medesimo tempo quel volto vuole raccontarci il Risorto che possiede un corpo incorruttibile ma segnato dalla passione, glorioso ma palpabile. In questo viso, appena abbozzato e quasi intrappolato, possiamo anche rileggere l’esperienza di ogni uomo e donna: frammentati dal peccato e avvinti da legami di morte ma anche trasfigurati dalla grazia che ricompone la somiglianza divina e che riflette l’immagine del vero Adamo.
Le suggestioni donate da quest’opera ci aiutano a declinare la teologia e la spiritualità dei tempi di Quaresima e di Pasqua. I quaranta giorni del deserto quaresimale e i cinquanta della gioia pasquale si richiamano e si illuminano reciprocamente, conducendo la Chiesa pellegrina nel tempo a vivere il senso profondo dell’incontro con Cristo morto e risorto, che ha attraversato le tenebre della morte ed è stato attraversato dalla luce della vita senza fine.
La Quaresima è un tempo di rinnovamento spirituale nel quale – attraverso la preghiera assidua, il digiuno autentico e la carità operosa – volgere lo sguardo a colui che è stato trafitto e riconoscerlo nei tanti volti che non hanno né apparenza né bellezza; riscoprire la realtà profonda e dinamica del battesimo e rinnovare l’adesione ferma e fiduciosa al Vangelo.
Come in unico grande giorno di festa, i giorni di Pasqua, invece, sono spazio per fare esperienza della compagnia del Risorto, che supera ogni tempo e ogni spazio umani, e per lasciarci abitare dalla sua grazia, che ci fa vivere da uomini nuovi nel cuore della città terrena, nell’attesa di vedere il volto di Cristo, irradiazione della gloria del Padre e impronta della sua sostanza (cfr. Eb 1, 3), faccia a faccia (cfr. 1 Cor 13,12).
Carissimi, «prepariamo il nostro bagaglio da viaggio, prendiamo il nostro posto, imbarchiamoci sul battello, non dimentichiamo la fede insieme alla croce, che è l’ancora della nostra salvezza. Distendiamo le funi delle diverse virtù, eleviamo la vela della carità, invochiamo il vento favorevole della parola di Dio, ripuliamo il fondo della nave che è la coscienza purificata dai peccati per mezzo delle elemosine. Ci accompagni e ci custodisca la grazia di Cristo, cantiamo dolcemente come canzone di viaggio l’Alleluia, per arrivare gioiosi e pieni di fiducia alla nostra patria eterna e benedetta» (Quodvultudeus, De cantico novo).
+ Giuseppe Baturi
Segretario Generale della CEI
CELEBRARE LA QUARESIMA
La Quaresima è il tempo liturgico in cui la Chiesa prepara la celebrazione annuale del mistero pasquale del Signore. Essa orienta, da una parte, i catecumeni verso la preparazione prossima ai sacramenti dell’iniziazione cristiana e, dall’altra, accompagna i fedeli in un cammino penitenziale che conduce al rinnovamento delle promesse battesimali. Il tempo quaresimale ha inizio il Mercoledì delle Ceneri, si articola lungo cinque settimane e si conclude il Giovedì Santo, prima della Messa in Cena Domini.
La Quaresima, sebbene lo sviluppo storico non è del tutto certo, ha sempre avuto come orizzonte la Pasqua del Signore. Fin dalle sue prime attestazioni, essa si è configurata come tempo di preparazione immediata alla celebrazione dei sacramenti pasquali dei catecumeni e come periodo di riconciliazione dei penitenti pubblici con la comunità ecclesiale. Anche la durata di questo tempo ha conosciuto una progressiva evoluzione: da una preparazione di pochi giorni si è giunti al periodo di quaranta giorni. Già agli inizi del IV secolo in Oriente e alla fine dello stesso secolo in Occidente, tale durata si è imposta stabilmente, richiamando alla mente dei fedeli la ricca tipologia biblica del numero quaranta, presente nelle vicende di Noè, di Mosè, del popolo d’Israele, di Elia e, soprattutto, di Gesù stesso.
Il simbolismo dei quaranta giorni qualifica la Quaresima come un itinerario di conversione e di umiliazione, di lotta e di penitenza, al cui termine l’evento pasquale del Crocifisso risorto inaugura e rinnova la condizione nuova del cristiano. Attraverso i sacramenti pasquali, il credente viene realmente inserito nel mistero di Cristo e reso partecipe della sua morte e risurrezione. Cristo Gesù è così principio e fine del pellegrinaggio ecclesiale e personale verso Dio Padre: un cammino che avanza nella storia e nella vita dei singoli attraverso la progressiva conformazione al Figlio.
Il Mercoledì delle Ceneri si presenta come caput quadragesimæ, il punto di partenza dell’itinerario spirituale che conduce a celebrare la Pasqua del Figlio con cuore rinnovato. L’austero simbolo delle ceneri, proveniente dall’antica disciplina dei penitenti pubblici, richiama la fragilità della condizione umana e manifesta il bisogno radicale di redenzione e di misericordia. La Quaresima si configura così come un «cammino di vera conversione» (Colletta, Mercoledì delle Ceneri), nel quale la lotta contro lo spirito del male si attua mediante le tradizionali armi della penitenza: l’elemosina, la preghiera e il digiuno. Queste pratiche non hanno un valore puramente ascetico, ma mirano a ricomporre la relazione dell’uomo con gli altri, con Dio e con se stesso, spezzando i legami del peccato e aprendo alla libertà dei figli di Dio.
Questo itinerario spirituale è sostenuto e alimentato dalla Parola di Dio, che la Chiesa offre come cibo che non perisce a quanti sono in cammino verso la Pasqua eterna. Il lezionario quaresimale distribuisce tale nutrimento spirituale in un duplice ciclo. Nel ciclo feriale, le letture delle prime settimane insistono sui temi quaresimali del digiuno, della preghiera, delle opere di carità e del perdono; nelle ultime due settimane, invece, la lettura semicontinua del Vangelo di Giovanni concentra l’attenzione sulla vicenda storica di Gesù, sulle opposizioni che sorgono attorno alla sua persona e sul progressivo avvicinarsi dell’ora della passione. Il ciclo domenicale, in particolare nell’anno A, propone un vero e proprio itinerario battesimale: dalle tentazioni di Gesù alla trasfigurazione, fino ai grandi segni giovannei della Samaritana, del cieco nato e della risurrezione di Lazzaro. Questi testi sono destinati anzitutto ai catecumeni che celebrano gli scrutini, ma coinvolgono l’intera assemblea perché giunga alla Pasqua interiormente rinnovata. In tal modo, la liturgia della Parola mostra insieme le grandi tappe della storia della salvezza e le esigenze concrete dell’esistenza cristiana.
La Quaresima si rivela inoltre un luogo privilegiato di interazione tra liturgia e pietà popolare, chiamate a un reciproco arricchimento. Numerosi pii esercizi trovano in questo tempo una particolare collocazione: la lettura e la meditazione della Passione del Signore, le stazioni quaresimali, la Via Crucis e la Via Matris, la venerazione della croce e delle reliquie del Lignum Crucis. Tuttavia, le devozioni legate ai singoli aspetti della Passione, come l’Ecce homo o le piaghe del Signore, devono essere sempre ricondotte all’unità del mistero pasquale, affinché non smarriscano il loro autentico significato teologico.
La celebrazione quaresimale richiede uno spazio liturgico sobrio ed eloquente, capace di riflettere esteriormente il cammino interiore di conversione. L’austerità dell’aula liturgica, segnata dal l’assenza dei fiori (eccetto la IV Domenica detta «Lætare» e le solennità; cfr. OGMR, n. 305) e dalla possibilità di velare le croci e le immagini (nella V Domenica; cfr. Precisazioni CEI, n. 22) educa progressivamente all’attesa della gioia pasquale. Il silenzio della preparazione viene sottolineato dall’assenza del canto dell’Alleluia e dell’inno del Gloria, e dall’uso moderato degli strumenti musicali che sostengono appena la Parola cantata (cfr. OGMR, n. 313). In questo modo, anche lo spazio diventa parte integrante del percorso quaresimale verso la vita nuova in Cristo, perché aiuta il fedele a convertire l’uomo interiore dagli spazi angusti del peccato alle dimore della grazia divina.
In conclusione, la Quaresima si presenta come un tempo forte in cui la voce dello Spirito Santo attrae i catecumeni e i fedeli a un’immersione nuova e rinnovata nel mistero pasquale di Cristo. Attraverso un itinerario scandito dalla Parola di Dio, dai segni sacramentali, dalla disciplina penitenziale, il credente è chiamato a riscoprire la propria identità battesimale e a misurare la distanza che ancora lo separa dal «raggiungere la misura della pienezza di Cristo» (Ef 4,13). La Quaresima non è, dunque, un tempo di mera rinuncia, ma un cammino di libertà e di speranza, orientato all’accrescimento della vita divina nella nostra carne mortale. Per questo la Chiesa, pellegrina nella storia, rinnova annualmente la propria condizione a morire al peccato per vivere in Cristo, nell’attesa del compimento definitivo della salvezza.
Sussidi per il Tempo di Quaresima 2026
- Guida Introduzione al Tempo di Quaresima
- Sussidio per il Mercoledì delle Ceneri: 18 febbraio
- Sussidio per la Prima Domenica di Quaresima: 22 febbraio
- Sussidio per la Seconda Domenica di Quaresima: 1 marzo
- Sussidio per la Terza Domenica di Quaresima: 8 marzo
- Sussidio per la Quarta Domenica di Quaresima: 15 marzo
- Sussidio per la Quinta Domenica di Quaresima: 22 marzo