Ibrahim Mahama è oggi una delle voci più influenti dell’arte globale. Primo artista africano in cima alla Power 100 di ArtReview, il suo lavoro ridefinisce il racconto dell’Africa nel mondo contemporaneo.

22 Dicembre 2025
Per gentile concessione di
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L’arte africana contemporanea sta vivendo una fase di grande visibilità internazionale, con artisti che ridefiniscono il panorama globale e portano nuove prospettive, storie e identità dal continente al mondo intero. Tra loro spicca sicuramente il ghanese Ibrahim Mahama, 38 anni. Artista già affermato sulla scena artistica internazionale, è balzato agli onori della cronache negli ultimi giorni grazie al riconoscimento di ArtReview, che lo ha nominato la figura più influente nel mondo dell’arte nella classifica annuale delle personalità potenti stilata dalla nota rivista di settore. Un traguardo storico mai ottenuto prima da nessun artista africano. “Per me far parte di tutto questo, soprattutto arrivando da un luogo come il Ghana, che per molti anni è stato quasi come se non facesse nemmeno parte del dibattito, è estremamente toccante”, ha dichiarato al Guardian dopo la nomina.

Nel 2012 la visita a Documenta 13, a Kassel, segna una svolta decisiva nel suo percorso creativo. Tre anni dopo, nel 2015, Okwui Enwezor lo invita a partecipare alla Biennale di Venezia, affidandogli uno spazio di grande rilievo: il corridoio d’uscita dell’Arsenale. Qui l’artista lo riveste con un imponente patchwork di sacchi di juta, gli stessi utilizzati in Ghana per il trasporto dei semi di cacao e del carbone, divenuti nel tempo la cifra stilistica e il segno distintivo della sua ricerca artistica. Negli anni ha partecipato a manifestazioni artistiche e contesti di rilievo internazionale, quali Documenta 14 (Kassel e Atene), la Biennale di Venezia, la Whitechapel Gallery, la Tate Modern (Londra) e il Centre Pompidou di Parigi.

L’arte di Mahama sfida la narrativa occidentale sull’Africa, mostrando una realtà complessa. Le sue opere trasformano materiali “ordinari” in opere che raccontano la storia economica, politica e culturale del Ghana e dell’Africa più in generale. Mahama ha spera che il suo successo possa ispirare i giovani artisti del suo Paese a “capire che fanno parte del discorso contemporaneo e non sono solo ai margini”, riporta il Guardian.

Oltre al riconoscimento di ArtReview, l’artista ghanese quest’anno ha ottenuto anche il prestigioso Art Basel Gold Award, ulteriore conferma della sua influenza crescente nel panorama culturale africano e internazionale.