Oxfam: nel 2025 le fortune dei miliardari sono aumentate del 16%, raggiungendo i 18,3 trilioni di dollari, mentre quasi metà della popolazione mondiale vive in povertà
Il rapporto avverte: «Il crescente divario tra i ricchi e il resto del mondo sta creando un deficit politico altamente pericoloso e insostenibile»

(Credit: CC BY-NC-SA 2.0/Plashing Vole)

20 Gennaio 2026
Articolo di Redazione
Per gentile concessione di
Rivista NIGRIZIA

In un rapporto presentato il 19 gennaio in occasione dell’apertura del World Economic Forum di Davos, l’organizzazione inglese Oxfam ha riportato che le fortune dei miliardari globali nel 2025 sono aumentate del 16%, raggiungendo i 18,3 trilioni di dollari. Dal 2020, si legge nel Global Inequality Report, la loro ricchezza collettiva è cresciuta dell’81%, ovvero di 8,2 trilioni di dollari, cifra che, secondo l’Oxfam, sarebbe sufficiente a sradicare la povertà globale per 26 volte.

Guadagni avvenuti mentre nel mondo una persona su quattro non ha il cibo quotidiano necessario e quasi metà della popolazione mondiale vive in povertà. La ricchezza degli oltre 3mila paperoni, il livello più alto mai registrato, aggrava in modo sempre più marcato le divisioni economiche e politiche che minacciano la stabilità democratica mondiale.

Il rapporto sottolinea come la maggior parte dei governi stia capitolando di fronte all’influenza sempre più sfacciata dei ricchi. Molte popolazioni reagiscono. Gli ultimi 12 mesi hanno visto rivolte guidate dai giovani contro la disuguaglianza in diversi paesi di Africa, Medioriente, Asia e America Latina. Ma le proteste contro la corruzione, l’austerità, la disoccupazione e l’alto costo della vita sono state sistematicamente ignorate e anzi duramente represse dai governi.

«I governi di tutto il mondo stanno facendo la scelta sbagliata: scelgono di difendere la ricchezza, non la libertà. Invece di impegnarsi nel ridistribuire la ricchezza dai più ricchi al resto della popolazione, scelgono il potere dei ricchi. Scelgono di reprimere la rabbia della gente esasperata per come la vita stia diventando insopportabile», ha affermato Max Lawson, coautore del rapporto.

Lo studio di Oxfam si basa su varie fonti e dati che vanno dal World Inequality Database alla lista dei ricconi stilata da Forbes, e sostiene che il boom della ricchezza è accompagnato da una notevole concentrazione di influenza politica, per la quale, secondo i più esperti, i miliardari hanno 4mila volte più probabilità di ricoprire cariche politiche rispetto ai cittadini comuni.

Il vergognoso aumento della ricchezza di questi plutocrati, secondo quanto denuncia Oxfam, è dovuto alle politiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, la cui seconda amministrazione ha tagliato le tasse, protetto le multinazionali dalle pressioni internazionali e allentato il controllo sui monopoli.

Da sottolineare che le crescenti valutazioni delle aziende che monopolizzano l’intelligenza artificiale hanno aggiunto ulteriori guadagni inattesi a vantaggio di investitori già estremamente facoltosi. «Il crescente divario tra i ricchi e il resto del mondo sta creando allo stesso tempo un deficit politico altamente pericoloso e insostenibile», ha affermato infatti il direttore esecutivo di Oxfam, Amitabh Behar.

Oxfam ha esortato i governi ad adottare piani nazionali per la riduzione delle disuguaglianze, a imporre tasse più elevate sui super ricchi e a rafforzare le barriere tra denaro e politica, compresa una limitazione al lobbying e al finanziamento delle campagne elettorali.

Purtroppo, imposte sul patrimonio sono attualmente applicate solo in pochi paesi, ad esempio la Norvegia, mentre altri, dalla Gran Bretagna alla Francia e all’Italia, hanno solo dibattuto sulla possibilità di misure simili.

L’organizzazione calcola che i 2,5 trilioni di dollari aggiunti alle fortune dei miliardari lo scorso anno equivalgono più o meno alla ricchezza detenuta dai 4,1 miliardi di persone più povere, cioè la metà della popolazione globale. Elon Musk, capo di Tesla e SpaceX, è diventato lo scorso anno il primo individuo a superare i 500 miliardi di dollari di patrimonio netto.

Behar ha ammonito che molti governi stanno «facendo scelte sbagliate per assecondare l’élite privilegiata», sottolineando i tagli agli aiuti e la riduzione delle libertà civili. Il rapporto evidenzia peraltro la crescente presa di potere di personaggi ultra-ricchi del mondo degli affari sui media, sia tradizionali che digitali. A conferma di tutto ciò, Oxfam cita le partecipazioni di società possedute da Jeff Bezos, Elon Musk, Patrick Soon Shiong e il francese Vincent Bolloré.