L’appello lanciato da Lotti (Fondazione PerugiAssisi) e Mascia (Centro Papisca), che lo definiscono «un nuovo atto eversivo, una minaccia all’Onu e alla legalità internazionale»

di Redazione online
22 Gennaio 2026
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«L’Italia non può e non deve entrare nel Board of Peace di Trump». Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la cultura della pace, e Marco Mascia, presidente del Centro diritti umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova, lanciano il loro appello, nel giorno in cui la premier Giorgia Meloni ha congelato l’adesione all’organismo voluto da Donald Trump, il 21 gennaio, per un problema di «incompatibilità costituzionale», prendendo tempo prima di firmare.
«I responsabili della politica italiana devono agire con determinazione per fermare l’attacco in corso al sistema multilaterale democratico e difendere l’Onu, il diritto e la legalità internazionale», affermano Lotti e Mascia, definendo il Board of Peace «un nuovo atto eversivo diretto a sostituire il diritto internazionale dei diritti umani con la legge del più forte. Un nuovo strumento per distruggere tutte le regole e dettare le proprie». Oltretutto, rimarcano, entrare nell’organismo voluto da Trump «costituirebbe una violazione dell’articolo 11 della Costituzione, che prevede di agire “in condizioni di parità con gli altri Stati” e sarebbe un atto di pura follia politica. Al contrario, l’Italia e l’Unione europea devono fare quello che non hanno ancora voluto fare: mobilitare tutti i governi disponibili per difendere e rilanciare l’Onu, il diritto e la legalità internazionale».
Il Board of Peace, rimarcano, «è una minaccia esistenziale all’Onu, che è e resta l’unica autorità legale universale», e il suo scopo «non è quello di promuovere la pace e la cooperazione internazionale bensì quello di difendere gli interessi del suo presidente, anche con la minaccia e l’uso della forza». Assente qualsiasi riferimento al diritto umanitario internazionale, al diritto internazionale dei diritti umani e al diritto penale internazionale. Anche la struttura interna è «autocratica, attribuisce il potere assoluto al suo presidente (che si è autonominato), compreso quello di ammettere o espellere i membri».
I due referenti per la pace e i diritti umani non hanno dubbi: «La distruzione sistematica in corso dell’architettura internazionale e dei pilastri della convivenza, che dalla fine della seconda guerra mondiale ci hanno consentito di superare molte crisi difficili, è un crimine che deve essere fermato senza ulteriori indugi».
22 gennaio 2026