“La misericordia di Dio è infinitamente più forte dei nostri errori”
Dalla periferia di Lima, gli auguri del nostro corrispondente in Perù, il missionario comboniano padre Alessio Geraci

27 Dicembre 2025
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Che cosa significa per noi, in questi giorni, augurarci Buon Natale?
Non è solo un augurio, uno dei tanti. Non è retorica, non è qualcosa di automatico, che ripetiamo ogni anno come fossimo un “disco rotto”.

Non dovrebbe essere niente di tutto questo. Augurare Buon Natale a qualcuno è augurargli davvero (perché lo sentiamo, perché lo crediamo!) che nel suo cuore ci possa essere spazio per Gesù, l’Amico, il Maestro, il Signore, il Salvatore, che ci accompagna sempre nel meraviglioso viaggio che è la vita!

Augurare Buon Natale a qualcuno è augurargli che con Gesù la sua vita cambi, e cambi in meglio, che la sua vita possa essere sempre più un capolavoro. È augurargli di seguire davvero Gesù, la cui nascita celebriamo: seguire i suoi esempi, i suoi insegnamenti, le sue “aperture”, i suoi sogni, le sue speranze, i suoi gesti.

Augurare Buon Natale a qualcuno è soprattutto augurargli che sia una persona felice, perché solo in Gesù e con Gesù troviamo la vera felicità, quella che non appassisce né si scioglie come neve al sole ma che dura per sempre.

Natale allora non è una questione di cose materiali (pranzi, cene, regali, ecc.) ma di…persone, dato che celebriamo la nascita di una Persona: «all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» (DCE,1).

E allora… Buon Natale, caro fratello, cara sorella!

E non dimenticarti mai che a Natale facciamo memoria viva di un incontro decisivo per la Storia perché «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14).

In mezzo a noi… ecco il motivo per noi cristiani della gioia del Natale: Dio si fa uomo per vivere in mezzo a noi, condividendo la nostra umana fragilità. Dio è Colui che, parafrasando lo scrittore irlandese Abraham Stoker «ha attraversato gli oceani del tempo» per venirci a trovare!

Viene a trovarci per dirci con parole tenere che «sei un essere speciale ed io mi prenderò cura di te» come canta Franco Battiato nella sua canzone, “la cura”.

Che questo Natale sia l’occasione propizia per prendere sempre più coscienza che la misericordia di Dio è infinitamente più forte e grande dei nostri errori ed orrori, e che l’abbraccio benedicente del Padre deve essere per noi infinitamente più importante dei tanti indici puntati contro con sdegno dalla società (e purtroppo a volte anche dalla religione)!

Dio, che è onnipotente nell’amore e nella misericordia, come un padre che rimbocca le coperte ai figli, ci dice in questo Natale di non temere; come una madre che di notte si alza per controllare e vegliare il sonno dei figli, ci dice in questo Natale di stare tranquilli, di continuare a lottare perché la vita vinca! Sempre!