Equinozi e Solstizi sono eventi astronomici fondamentali che hanno da sempre scandito il ritmo della natura e delle attività umane. Non è un caso che le principali religioni (non solo cristiane, ma anche ebraiche, islamiche e di altre tradizioni) abbiano sovrapposto le loro festività a queste date, spesso assorbendo e rielaborando antiche feste pagane preesistenti.

1. Definizioni astronomiche

Equinozio (dal latino aequa-nox, “notte uguale”): avviene quando i raggi del Sole sono perfettamente perpendicolari all’asse di rotazione della Terra. Il giorno e la notte hanno circa la stessa durata in tutto il mondo. Accade due volte l’anno:

  • Equinozio di Primavera (circa 20-21 marzo): inizia la primavera nell’emisfero boreale e l’autunno in quello australe.
  • Equinozio d’Autunno (circa 22-23 settembre): inizia l’autunno nell’emisfero boreale e la primavera in quello australe.

Solstizio (dal latino sol-stat, “il sole si ferma”): avviene quando il Sole raggiunge la sua massima o minima declinazione nel suo moto apparente lungo l’eclittica. Corrisponde al giorno più lungo o più corto dell’anno.

  • Solstizio d’Estate (circa 20-21 giugno): giorno più lungo dell’anno nell’emisfero boreale (inizio estate) e più corto in quello australe.
  • Solstizio d’Inverno (circa 21-22 dicembre): giorno più corto dell’anno nell’emisfero boreale (inizio inverno) e più lungo in quello australe.

2. Il simbolismo alla base del collegamento

Prima delle religioni organizzate, le culture antiche (celtiche, norrene, romane, egizie, etc.) basavano la loro spiritualità sui cicli naturali. Gli equinozi e i solstizi rappresentavano:

  • Rinascita e speranza (Solstizio d’Inverno): la vittoria della luce sulle tenebre, poiché dopo il giorno più corto, la luce inizia a riconquistare terreno.
  • Fertilità e abbondanza (Equinozio di Primavera): il risveglio della natura, cruciale per l’agricoltura.
  • Raccolto e gratitudine (Equinozio d’Autunno): il momento di ringraziare per i frutti della terra e di prepararsi all’inverno.
  • Potere e apice (Solstizio d’Estate): il sole al massimo del suo potere, celebrato con fuochi e rituali propiziatori.

Le religioni successive hanno “battezzato” queste festività, dando loro un nuovo significato teologico ma mantenendo spesso i simboli e le date originali.

3. Feste religiose collegate agli equinozi e solstizi

Solstizio d’Inverno (21-22 dicembre)

  • Festa pagana: Sol Invictus (Il Sole Invitto). Celebrata nell’antica Roma il 25 dicembre, segnava la rinascita del sole dopo il solstizio. L’imperatore Aureliano la istituzionalizzò nel 274 d.C.
  • Festa cristiana: Natale (25 dicembre). La Chiesa delle origini non conosceva la data esatta della nascita di Gesù. Per sostituire la popolare festa pagana del Sol Invictus e simbolicamente appropriarsi del suo significato, fu scelto il 25 dicembre per celebrare la nascita di Cristo, la “luce del mondo” (Lux Mundi) che vince le tenebre del peccato. Molti simboli natalizi (l’albero, il ceppo, lo scambio di doni) hanno origini precristiane legate al solstizio.

Equinozio di Primavera (20-21 marzo)

  • Feste Pagane: Ostara(germanica). Festa di rinascita, nuovi inizi e fertilità. Il nome anglosassone della Pasqua, Easter, deriva probabilmente da Eostre, dea germanica della primavera.
  • Festa Ebraica: Pesach (Pasqua ebraica). Commemora l’Esodo dall’Egitto. La data è stabilita in base al calendario lunare, ma cade sempre in prossimità dell’equinozio di primavera (il 14 del mese di Nisan). La libertà fisica degli Ebrei è simbolicamente associata al risveglio della natura.
  • Festa Cristiana: Pasqua. La data della Pasqua cristiana è stabilita dal Concilio di Nicea (325 d.C.) come “la prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera”. Questo legame diretto con l’equinozio e la luna piena (simbolo di pienezza) è fortissimo. La Pasqua celebra la Resurrezione di Cristo, simbolicamente allineata con il tema della rinascita della natura e della vittoria sulla morte.

Solstizio d’Estate (20-21 giugno)

  • Festa Pagana: Litha (Mezza Estate). Celebrata con falò per simboleggiare il potere del sole. È alla base di molte tradizioni popolari europee (es. la Notte di San Giovanni).
  • Festa Cristiana: Natività di San Giovanni Battista (24 giugno). La Chiesa ha posizionato la nascita del Battista, che annunciò la venuta di Cristo (la “luce”), proprio in prossimità del solstizio d’estate. Mentre il Natale segna l’inizio dell’allungarsi delle giornate, il 24 giugno segna l’inizio dell’accorciarsi, in linea con la frase del Battista: “Egli [Cristo] deve crescere e io invece diminuire” (Giovanni 3,30). I falò della notte di San Giovanni (23 giugno) sono un chiaro retaggio pagano.

Equinozio d’Autunno (22-23 settembre)

  • Feste Pagane: Mabon (neopaganesimo), Feste del raccolto. Momento di ringraziamento per i frutti della terra, di bilanci e di preparazione all’inverno.
  • Feste Ebraiche: Rosh HaShanà (Capodanno) e Yom Kippur (Giorno dell’Espiazione). Cadono in questo periodo (nel mese di Tishri) e segnano un momento di introspezione, preghiera e bilanci spirituali, in sintonia con il tema autunnale di “raccolto” interiore e preparazione.
  • Festa Cristiana: San Michele Arcangelo (29 settembre). Nota come Michaelmas nei paesi anglosassoni, era una delle quattro “quarter days” dell’anno legale e fiscale. Segnava la fine del periodo del raccolto e l’inizio dei nuovi contratti agrari. La figura di Michele, che sconfigge il drago (il male), simboleggia la protezione divina nel periodo buio dell’anno.

Conclusione

  • Ebraismo e Cristianesimo: Pasqua e Pesach intrecciano cicli solari (equinozio) e lunari (luna piena).
  • Islam: segue un calendario solo lunare, quindi le feste (come Ramadan o Eid) si spostano rispetto a equinozi e solstizi, ma conservano comunque un legame col ciclo naturale (la luna).
  • Tradizioni orientali e indigene: spesso ancorano i riti agricoli e religiosi ai quattro punti cardinali dell’anno solare.

Il rapporto tra equinozi/solstizi e feste religiose è profondo e stratificato. Dimostra come la spiritualità umana, in tutte le sue forme, sia intimamente legata all’osservazione della natura e dei suoi cicli. Le religioni monoteiste non hanno cancellato queste radici arcaiche, ma le hanno reinterpretate, dando a antichi simboli di luce, buio, morte e rinascita un nuovo significato teologico, garantendo così una continuità culturale e una profonda risonanza simbolica.

P. Manuel Joao Pereira Correia, mccj
(ricorrendo a IA)