- Puntiamo alla produzione e ci illudiamo che tutto possa funzionare bene.
- Ma il clima preoccupa e le guerre spaventano.
- Per rinascere bisogna ricreare fiducia e ripartire insieme

Pubblicato da Alessandro Sesana
a Maggio 27, 2025
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Predisponiamo tutto al meglio perché le nostre api possano in qualche modo dare il meglio in termini di produzione di miele. Perché sembra che alla fine la grande questione è la produzione. E così ci leghiamo ad un’illusione: quella che tutto funzionerà al meglio. Oppure viviamo dell’incertezza di cosa succederà con il tempo, con tutte quelle condizioni necessarie per arrivare al risultato finale.
Le grandi domande e le difficili risposte
Viviamo di un’illusione che tutto andrà bene oppure di un’incertezza che mette addosso un po’ di preoccupazione? Mi sono come riproposto la stessa domanda di fronte a questo tempo storico. Un tempo di illusioni dove tutto andrà bene o un tempo di incertezza con tante preoccupazioni addosso. Le incertezze di questo tempo le conosciamo tutte. Ricordo solo quella del futuro legato al clima e alle guerre.
Sono partito dalle api e sono arrivato a questo tempo storico incerto e con poche illusioni, o forse è meglio dire con tante illusioni che non arrivano al cuore del problema, il problema di quale futuro costruire.
La domanda da cui parto è la seguente. In questi anni passati abbiamo predisposto e costruito tutto quello che era necessario e possibile per pensare ad un futuro buono a partire da questo tempo? Abbiamo fatto in modo, in questi anni di preparare nel migliore dei modi il tempo futuro? Oppure tante scelte degli anni precedenti ci portano oggi a vivere di incertezze? Come e che cosa ho predisposto negli anni per il tempo futuro?
Impossibile costruire su un soffio di vento
Forse una delle questioni che rimane aperta e che provoca grandi incertezze e forse anche grandi illusioni è che siamo come finiti dentro una grande bolla di spettacolarità e di un pensiero non sempre saggio e che provoca vuoto e incertezza. Abbiamo come messo da parte la verità della vita e abbiamo come assunto la categoria della vanitas, del soffio che non ha spessore e che non ha forza di vita.
Se questo è quanto ci rimane tra le mani è naturale allora che viviamo di incertezze e di illusioni. Se abbiamo predisposto il tutto costruendo su un soffio di vento vuoto è chiaro che quando giunge il momento del raccolto tutto si fa incerto.
Come uscire da tutto questo? come ritrovare tempi di verità e di certezze, come uscire dalle grandi illusioni? Non sono così esperto da potere delineare i contorni e i contenuti di una simile operazione. E di conseguenza lascio due semplici indicazioni.
Fiducia. E poi la brezza leggera della vita nuova
La prima riguarda proprio la questione del predisporre il tutto nel migliore dei modi. Ritengo che da qui in avanti chi ha a cuore un certo tipo di umanità deve spendere tutte le sue energie per predisporre condizioni non di vento che soffia in maniera vuota, ma predisporre le condizioni minimali per rilanciare la verità, la bellezza, la giustizia, la pace, la fraternità. Ritengo che predisporre la condizione minimale per il futuro porta come nome la parola fiducia che si traduce in effettiva partecipazione sociale, civile, religiosa della gente.
Vi è come un secondo passaggio che crea le condizioni per preparare un tempo meno incerto. È quella condizione che io oso chiamare rinascita, resurrezione, vita nuova. All’inizio magari si scopre che si può essere soli in questo passaggio, poi si scopre forse che ce ne sono tanti altri che vogliono rinascere e allora si prova a mettersi insieme.
Quando si intuisce che si può rinascere non ci si ferma più e allora non si sente più solo un vento che soffia nel vuoto, ma si incomincia a sentire il vento leggero della vita, dello spirito che indica vie nuove per trovare verità, giustizia, pace e speranza.
Sì, credo davvero che per superare le incertezze del tempo dobbiamo predisporre il tutto per un tempo di nuova fiducia e di partecipazione e dobbiamo avere il coraggio di rinascere nel soffio dello spirito di vita. A questo punto servirebbe una seconda, terza e oltre riflessione per dare forma concreta alle parole predisporre e rinascere.