C’è una insistenza sospetta negli elogi profusi dal patriarca di Mosca, Cirillo, verso il presidente della Federazione Russa. Putin (e viceversa): da un lato la conferma di una sostanziale piegatura della Chiesa ortodossa a religione civile della potenza “imperiale”, dall’altro un voluto oscuramento delle voci e degli orientamenti spirituali di quanti tacciano davanti alla deriva.

Cirillo a Putin: santo subito
31 luglio 2024
di: Lorenzo Prezzi
Per gentile concessione di
SettimanaNews

Il 28 luglio, in occasione del “battesimo della ‘Rus” Cirillo ha impugnato il flabello dell’encomio in occasione della celebrazione liturgica alla lavra dedicata alla Trinità a San Pietroburgo. «Oggi con sentimento speciale offriamo preghiere per tutti quei leader  ecclesiali e governativi che hanno contribuito alla rinascita dell’Ortodossia nella nostra terra. Nel giorno in cui celebriamo la memoria del santo principe Vladimir, “uguale agli apostoli”, preghiamo in particolare per il nostro presidente Vladimir Vladimirovich Putin: oggi è il suo “giorno dell’angelo”. È il primo presidente veramente ortodosso che non nasconde la sua appartenenza alla Chiesa, che riceve la comunione, che vive la vita ecclesiale e allo stesso tempo è una delle figure politiche più importanti del nostro tempo, con un’enorme autorità nel mondo. Siamo lieti che oggi un tale “sovrano” sia a capo dello stato russo.

Oggi abbiamo pregato per Vladimir Vladimirovich affinché il Signore custodisca la sua forza mentale e fisica, lo aiuti come capo di stato a continuare a guidare il popolo verso obiettivi il cui raggiungimento rafforzerebbe ulteriormente la vita spirituale del nostro popolo e il suo benessere materiale. Compresa ovviamente la capacità di difesa del paese, perché mentre preghiamo oggi per la santa ‘Rus molti hanno imbracciato le armi contro di essa». Perché lo fanno nonostante la piena democraticità della Russia? «Quando fai questa domanda alle persone pensanti in Occidente, i nostri nemici malvagi abbassano lo sguardo e dicono “sei molto pericoloso”.

Perché? “Perché offri una alternativa di proposta di civiltà”. Esattamente! La Russia offre oggi una alternativa di civiltà. Uniamo la fede in Dio con la tecnologia, la scienza e le arti moderne. Siamo persone moderne e allo stesso tempo credenti e non abbiamo paura della nostra fede. Il nostro paese è guidato da un credente ortodosso, il presidente Vladimir Vladimirich Putin». L’Occidente è precipitato nell’apostasia. Per questo è necessario il sostegno dell’intero popolo russo al suo presidente.

Rispettabilissimo presidente

«Io e voi abbiamo l’opportunità felice di vivere in Russia, un paese libero, veramente libero. Qualcuno in Occidente potrà sorridere ma invito costoro a riflettere su e a quali forze e centri di potere voi, cari fratelli e sorelle, siete dipendenti e da cui non vi potete liberare. E viviamo in un paese sovrano e libero, un paese dove le persone scelgono la propria via dello sviluppo […]. Sembra che in Occidente abbiano cancellato Dio e la Chiesa sia marginale nella vita pubblica. Qui è il contrario! Perché la santa ‘Rus preserva la fede ortodossa. Quindi preghiamo e crediamo che il Signore protegga la nostra terra russa, il nostro meraviglioso stato e benedica in particolare il nostro rispettabilissimo presidente».

La guerra, le centinaia di migliaia di morti, le stragi disumane, la distruzione sistematica delle infrastrutture in Ucraina, degli ospedali, delle scuole e delle chiese, l’isolamento internazionale, la solitudine della Chiesa ortodossa fra le Chiese cristiane in questo frangente: tutto viene rimosso in nome del messianismo del popolo russo che diventa, nella retorica cirilliana, il baluardo rispetto all’Anticristo rappresentato dall’Occidente.

Per l’occasione Putin ha visitato la lavra a san Pietroburgo ed è stato insignito da Cirillo della più alta onorificenza ortodossa. Così ha commentato: «Grazie santità per questo alto riconoscimento ecclesiastico. La Chiesa ortodossa russa è senza dubbio uno dei fondamenti morali più importanti del popolo russo. Insieme ad altre religioni tradizionali russe, funge anche da base per lo stato russo. Lei ha fatto molto per rafforzare lo stato poiché non c’è niente di più potente di un fondamento spirituale. Tutto il resto si basa su questo».

Il 30 maggio scorso Putin, in occasione dei premi alla “gloria dei genitori” alle famiglie con oltre sette figli, e alle “madri eroiche”, che hanno cresciuto dieci o più figli, aveva detto: «Sempre quando ci incontriamo con sua santità il patriarca, e lo facciamo regolarmente – ma non così spesso come vorremmo – la conversazione arriva sempre alla necessità di sostenere e aiutare le persone».

Il “nuovo nazismo”

Di tutt’altro tenore l’affermazione del teologo Brandon Gallaher (Exter, Inghilterra) che denuncia «una forma di fondamentalismo religioso etnico-razziale, con appelli al sangue, alla terra, alla fede, alla nazione, al popolo, alla lingua, allo zar. Come i precedenti etnocentrismi demonizza tutti coloro che si oppongono […] L’ideologia del “mondo russo” è un nuovo nazismo, l’ideologia nazista del ventunesimo secolo».