P. Manuel João, comboniano
Riflessione domenicale
dalla bocca della mia balena, la sla
La nostra croce è il pulpito della Parola

Anno B – Quaresima – 1a domenica
Marco 1,12-15: “Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto”

Con l’imposizione delle ceneri mercoledì scorso, siamo entrati nel periodo della Quaresima. Come il tempo dell’Avvento che ci prepara al Natale, la Quaresima è chiamata un “tempo forte” che ci convoca tutti, come popolo, per metterci in marcia, in un cammino di esodo, verso la Pasqua!

1. La Quaresima, tempo d’impegno e di grazia!

La Quaresima è un tempo di impegno, sì, ma è soprattutto un tempo di grazia (ecco perché è “forte”!), una nuova opportunità, un “kairos”, un tempo privilegiato, favorevole per una rinascita, per rendere la nostra vita più rigogliosa. La Quaresima è un ritorno alle sorgenti della nostra vita cristiana, al nostro battesimo, alle nostre origini!

La Quaresima è un tempo “religioso” di esercizio e palestra spirituale, sì, ma è pure una proposta molto umana, perché ogni uomo, ogni donna porta in sé il desiderio di un’esistenza più autentica, più libera. Tutti sentono il bisogno di avere periodicamente una propria “quaresima” per poter condurre una vita più libera dai tanti condizionamenti sociali che ci impongono un’esistenza frenetica e ci impediscono di discernere l’essenziale dal superfluo. La Quaresima è un cammino di liberazione del nostro “io”, soffocato da tante cianfrusaglie, per respirare l’aria fresca della libertà!

Ecco perché la Quaresima non è un peso che si aggiunge alla nostra agenda già sovraccarica (uffa, di nuovo la quaresima!), ma una boccata di aria nuova, da vivere con l’entusiasmo di colui che si avvia a fare una camminata in montagna, con uno zaino leggero alle spalle. Partire con la gioia e l’entusiasmo di una escursione su un percorso di nuovi e sorprendenti paesaggi. Se il tuo cuore non vibra davanti a questa prospettiva e non senti una sana frenesia di iniziare questa camminata di quaranta giorni, lascia perdere, non è per te!

2. Dalle ceneri al fuoco!

La liturgia ci fa iniziare la Quaresima con un segno molto forte: l’imposizione delle ceneri! Le ceneri rispecchiano la nostra realtà: una vita spenta, residuale, di sogni e speranze svanite, di una routine monotona, scandita da bisogni e doveri, senza niente che possa suscitare un entusiasmo ed una gioia durevoli, capaci di resistere all’impatto delle prove della nostra esistenza. Magari il fuoco cova ancora sotto le ceneri, ma questo fuoco non alimentato si sta affievolendo e minaccia di spegnersi. Abbiamo bisogno di una forte e decisa soffiata d’aria che spazzi via le ceneri e ravvivi il fuoco. Questa è l’opera dello Spirito che agisce intensamente in questo tempo santo, per condurci al Fuoco nuovo della Notte di Pasqua!

3. La domenica delle tentazioni

Il vangelo della prima domenica della Quaresima ci presenta sempre l’episodio delle tentazioni, secondo i tre vangeli sinottici. Gesù, subito dopo il battesimo, che segna lo spartiacque della sua vita e della sua missione, è condotto dallo Spirito nel vicino deserto della Giudea, nei pressi del Mare Morto. Lì lo aspetta Satana, “l’avversario”!

Quest’anno leggiamo la versione di Marco, la più antica e per questo estremamente sintetica. Infatti l’episodio delle tentazioni viene raccontato in due soli versetti: “Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano”. Mentre Matteo e Luca parlano del contenuto delle tentazioni, Marco si limita a dire che Gesù fu “tentato da Satana”. Le tentazioni emergeranno durante il suo ministero e tutte si riferiscono al tipo di messianismo di Gesù che passa per la croce. Le tre tentazioni, in realtà, le troviamo sulla croce (Marco 15,29-32): la prima in bocca ai passanti, cioè alla gente: “Salva te stesso scendendo dalla croce!”; la seconda, in bocca ai capi religiosi: “Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!”; la terza, in bocca ai malfattori, che Luca attribuisce ad uno dei due: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!”. Quindi, c’è una sola tentazione, che noi conosciamo bene: “Salva te stesso!”. Questa è la voce di Satana! È la voce dell’egoismo in tutte le sue svariate forme. Gesù, invece, incarna “l’amore più grande”, quello di “dare la propria vita” per i fratelli.

4. Dal deserto della tentazione all’Eden ritrovato

Marco dice: “Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano”. Cristo è il “nuovo Adamo”, primogenito di una umanità riconciliata e in piena armonia con la natura e con il Creatore. Lo Spirito l’aveva “scaraventato nel deserto” (questo è il senso del testo), come i nostri progenitori erano stati cacciati via dal paradiso. Dopo l’esperienza di intimità trinitaria, Gesù è “spinto fuori” per affrontare la durezza della vita, in una estrema solidarietà con la nostra umanità. Lo Spirito Santo non tiene “al calduccio” il credente, magari in una “chiesa fortezza” al riparo da ogni rischio, ma lo getta in mezzo al mondo, nella mischia, dove più accesa è la battaglia contro il male.

Dopo questa esperienza Gesù è pronto a diventare il nuovo Mosè che, attraverso il deserto, guida il suo Popolo verso la Terra promessa. Il nuovo Esodo è proclamato con questo annuncio: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”. Questo è “il tempo”, ossia, questa Quaresima! “Il Regno di Dio è vicino”, cioè, una nuova umanità è possibile e la gestazione dei “nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia” (2Pietro 3,13) è iniziata, malgrado tutti i segni contrari. Questo è il vangelo, la buona notizia! Qual è, invece, la conversione richiesta? Collaborare a rendere di nuovo il deserto un giardino! Dice un racconto musulmano: “All’inizio tutta la terra era un giardino fiorito. Dio, creando l’uomo, lo avvertì che ogni volta che avesse commesso un misfatto, Egli avrebbe gettato dal cielo un granellino di sabbia per avvertirlo. Gli uomini, però, non ci badarono. Tanto, cosa vuoi che sia un granellino di sabbia! Così, granello dopo granello, i deserti invasero la terra!” Qual è il nostro compito adesso? Spalare la sabbia e piantarci un fiore! Questo è l’esercizio quaresimale: dove regna il deserto, creato dall’egoismo e prodotto dal satanico “salva te stesso!”, scava e pianta un gesto vero di amore. Così, granello dopo granello, seme dopo seme, i deserti del mondo fioriranno!

Per la riflessione settimanale

1) Prepara il tuo programma quaresimale. Semplice, come un richiamo costante ad approfittare di questo “tempo forte” di grazia.
2) Leggi e medita la bella e stimolante omelia del Papa di mercoledì scorso: clicca qui.
Oppure il suo messaggio per la Quaresima: clicca qui.

P. Manuel João Pereira Correia
Verona,16 gennaio 2024