Allora Gesù pensa alle città dove lui ha fatto i miracoli e dove lui è stato rifiutato e dice “ahimè per voi, ahimè per te” e non è un modo di dire perché la croce è davvero l’ahimè di Dio per il male del mondo, dove lui si carica di tutto il male, di tutto il rifiuto del mondo e dà la vita per questo mondo che lo rifiuta. Ed è l’unica possibilità di salvezza del mondo.

Venerdì della XXVI settimana del Tempo Ordinario
Lc 10,13-16: Chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato.
Lectio divina di Silvano Fausti

13 Ahimè per te, Corazin! Ahimè per te, Betsaida! Perché se a Tiro e Sidone fossero avvenuti i prodigi 3 avvenuti fra voi, da tempo, seduti in sacco e cenere, si sarebbero convertiti. 14 Tuttavia per Tiro e Sidone sarà più sopportabile nel giudizio che per voi! 15 E tu, Cafarnao, forse che fino al cielo sarai innalzata? Fino all’Ade scenderai! 16 Chi ascolta voi ascolta me e chi disprezza voi disprezza me; ora chi disprezza me disprezza chi mi inviò.

Gesù pensa alle città che l’hanno rifiutato e dice “Ahimè per te”, sulla vostra Bibbia sta scritto “guai” vero? Come anche dopo le beatitudini “beati voi”, c’è scritto “guai a voi”, quella parola “guai” e come tutti i “guai” dei profeti, non vuol dire minaccia, vuol dire “ahimè” una lamentazione, come “beati voi poveri” vuol dire mi congratulo con voi “guai a voi ricchi” vuol dire “mi dispiace per voi”. Vi faccio le condoglianze perché avete sbagliato via, perché la via della vita è l’altra e l’amore è il dono non il potere e il dominio.

Allora Gesù pensa alle città dove lui ha fatto i miracoli e dove lui è stato rifiutato e dice “ahimè per voi, ahimè per te” e non è un modo di dire perché la croce è davvero l’ahimè di Dio per il male del mondo, dove lui si carica di tutto il male, di tutto il rifiuto del mondo e dà la vita per questo mondo che lo rifiuta. Ed è l’unica possibilità di salvezza del mondo.

Quindi l’ahimè di Dio è una cosa grande, sente lui è l’agnello di Dio che porta il peccato del mondo, lui che si addossa le nostre iniquità. Lui che ci guarisce con le sue ferite, quindi è veramente “ahimè”.

E poi dice: Cafarnao tu sarai innalzata in cielo? No, andrai all’inferno. Cafarnao dove c’era Pietro, dove Gesù è stato tutto il primo periodo del suo ministero era il centro a Cafarnao, in Galilea. All’inferno, sarà lui che andrà all’inferno, per incontrare tutti. Cioè davvero lui si addossa i nostri peccati: è l’agnello che porta su di sé la ferocia del lupo, ma non risponde al lupo con altrettanta ferocia ma con l’amore e la mitezza dell’agnello ed è per questo che l’agnello sgozzato è dritto cioè resuscitato, morto e resuscitato, è l’unico che ha il potere di aprire i sette sigilli del libro. Nel senso della vita e della storia. È ciò che apre tutto il senso della vita e della storia e ha questo potere di Dio che è l’amore.

16 Chi ascolta voi ascolta me e chi disprezza voi disprezza me; ora chi disprezza me disprezza chi mi inviò.

Allora viene fuori: voi – me, voi – me, me – chi mi inviò. A questo punto c’è l’identificazione perfetta tra voi, siamo noi che ascoltiamo la sua parola, e l’io di Gesù: diventiamo perfettamente figli. E poi c’è l’identificazione del Figlio col Padre “disprezza me … chi mi invio” cioè il Padre. Quindi attraverso la missione, in povertà in gratuità, noi siamo identici al Figlio e abbiamo lo stesso spirito del Padre, cioè lo stesso amore del Padre ed entriamo a far parte della trinità.

Capite allora l’importanza della missione che vale per tutta la Chiesa e per ciascuno di noi ed è l’unica possibilità di una vita umana che sia fraterna, se no facciamo una vita da lupi. Ed è l’unico possibile riscatto anche della storia di quest’uomo è l’agnello che dà il senso della storia, l’agnello morto e resuscitato. Ed è il grande mistero della salvezza del mondo: ognuno di noi è chiamato proprio a partecipare a questa salvezza. Il male vinto quando vince, l’amore vince perdendo.

Dalle catechesi di Silvano Fausti (e di Filippo Clerici) sul Vangelo di Luca (2004-2010)
www.gesuiti-villapizzone.it (Selezione degli estratti, sottolineature e titoli miei (MJ)