29 Settembre (FESTA – Bianco) SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE
Dn 7,9-10.13-14 Sal 137 Gv 1,47-51: Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo.
Affidiamoci agli arcangeli
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
Omelia di Papa Francesco
Un vero e proprio atto di affidamento agli arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele perché ci aiutino nella lotta contro le seduzioni del diavolo, ci portino le buone notizie della salvezza e ci prendano per mano per non farci sbagliare strada nel cammino della vita, cooperando così «al disegno di salvezza di Dio». È la preghiera pronunciata dal Papa nella messa celebrata nella cappella di Casa Santa Marta, venerdì 29 settembre, giorno della festa dei santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.
«Nell’orazione colletta all’inizio della messa abbiamo pregato così: “O Dio che chiami gli angeli e gli uomini a cooperare al tuo disegno di salvezza, concedi a noi pellegrini sulla terra la protezione degli spiriti beati, che in cielo stanno davanti a te per servirti e contemplano la gloria del tuo volto”».
«Una cosa che attira l’attenzione dall’inizio è che gli angeli e noi abbiamo la stessa vocazione: cooperare al disegno di salvezza di Dio; siamo, per così dire, “fratelli” nella vocazione». Gli angeli «stanno davanti al Signore per servirlo, per lodarlo e anche per contemplare la gloria del volto del Signore: gli angeli sono i grandi contemplativi, contemplano il Signore; servono e contemplano. Ma, anche, il Signore li invia per accompagnarci sulla strada della vita».
«Oggi festeggiamo tre di questi arcangeli perché hanno avuto un ruolo importante nella storia della salvezza. E festeggiamo questi tre perché, anche, hanno un ruolo importante nel nostro cammino verso la salvezza».
A cominciare da «Michele — il grande Michele — quello che fa la guerra al diavolo» (Apocalisse 12, 7-12) proposto dalla liturgia e sottolineando: «Alla fine, quando il drago combatteva contro Michele, quando è vinto, il testo dice così: “Il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato”». Il diavolo è il «nostro nemico» e questa è «una visione della fine del mondo, ma nel frattempo dà fastidio, dà fastidio nella nostra vita: sempre cerca di sedurre, come sedusse la nostra madre Eva, con gli argomenti convincenti: “Mangia il frutto, ti farà bene, ti farà conoscere tante cose”». E così «incomincia, come il serpente, a sedurre, a sedurre e poi, quando siamo caduti, ci accusa davanti a Dio: “È un peccatore, è mio!”».
Dunque, «“questo è mio” è proprio la parola del diavolo, ci vince per la seduzione e poi ci accusa davanti a Dio: “È mio, questo me lo porto con me”». E «Michele gli fa la guerra, il Signore gli chiese di fare la guerra: per noi che siamo in cammino, in questa vita nostra, verso il cielo, Michele ci aiuta a fargli la guerra, a non lasciarsi sedurre da questo spirito maligno che ci inganna con la seduzione». Proprio «per questo oggi ringraziamo san Michele per questo lavoro che fa per la Chiesa e per ognuno di noi, e gli chiediamo di continuare a difenderci».
Il secondo arcangelo, «Gabriele, è quello che porta le buone notizie, quello che ha portato la notizia a Maria, a Zaccaria, a Giuseppe». Gabriele, quindi, porta «le buone notizie e la buona notizia della salvezza». Anche lui «è con noi e ci aiuta nel cammino». Soprattutto quando, e accade «tante volte, noi con tante notizie brutte o tante notizie che non hanno sostanza, dimentichiamo la buona notizia, quella del Vangelo di Dio, della salvezza, che Gesù è venuto con noi, ci ha portato la salvezza di Dio». Ed è proprio «Gabriele che ci ricorda questo e per questo oggi chiediamo a Gabriele di annunciarci sempre la buona notizia». Gabriele, «ricordaci la buona notizia di Dio, quello che Dio ha fatto».
«E poi c’è il terzo arcangelo, Raffaele, quello che ci aiuta nel cammino, quello che cammina con noi». «Michele ci difende, Gabriele ci dà la buona notizia e Raffaele ci prende per mano e cammina con noi, ci aiuta nelle tante cose che succedono nel cammino». A Raffaele «dobbiamo chiedere: per favore, che noi non siamo sedotti per fare il passo sbagliato, sbagliare la strada; guidaci per la buona strada, per il cammino buono. Tu sei il compagno del cammino, come sei stato il compagno di cammino di Tobia».
I tre arcangeli «sono davanti a Dio, sono nostri compagni perché hanno la stessa vocazione nel mistero della salvezza: portare avanti il mistero della salvezza. Adorano Dio, glorificano Dio, servono Dio». E così «oggi preghiamo semplicemente i tre arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele»: «Michele, aiutaci nella lotta; ognuno sa quale lotta ha nella propria vita oggi, ognuno di noi sa la lotta principale, quella che fa rischiare la salvezza. Aiutaci, Gabriele, portaci notizie, portaci la buona notizia della salvezza, che Gesù è con noi, che Gesù ci ha salvato e dacci speranza. Raffaele, prendici per mano e aiutaci nel cammino per non sbagliare la strada, per non rimanere fermi: sempre camminare, ma aiutati da te».
Santa Marta 29/09/2017
Cielo e terra
Luigi M. Epicoco
Nella festa dei Santi Arcangeli la liturgia ci fa leggere il primo dialogo che Gesù ha con Natanaele in cui non solo porta alla luce la verità del suo cuore ma fa riferimento a un’immagine misteriosa in cui sono citati proprio gli angeli:
«In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo».
Lungi da me volermi addentrare in una riflessione sull’angelologia, ma vorrei approfittare di questa festa per dire qualcosa proprio del modo ordinario attraverso cui Dio agisce nella vita di ognuno di noi. L’idea errata è quella di immaginarci Dio come qualcuno essenzialmente fuori dalla realtà. Gesù afferma che sarà proprio lui, invece, a diventare un ponte tra il cielo e la terra. Attraverso Gesù si “sale e si scende”. Ma questo cosa significa in termini esistenziali? Fare esperienza di Dio significa fare esperienza di una novità che introduce nella vita un senso nuovo, che è tale non solo perché è inedito ma perché ha il potere di dare significato a tutte le cose. L’annuncio di questo senso nuovo che cambia la nostra vita è rappresentato da Gabriele. Ma l’esperienza di Dio è anche l’esperienza di essere presi sul serio nella nostra debolezza. Ognuno di noi ha bisogno che qualcuno lo curi nelle proprie ferite e non che lo giudichi. Questa modalità compassionevole e lenitiva è rappresentata da Raffaele. Infine ognuno di noi nel rapporto con Dio deve potersi sentire al sicuro da tutto ciò che è contro di noi, dal male, cioè da colui che non solo vuole cancellare un senso e ferirci, ma che più di tutti vorrebbe frantumare la convinzione di essere amati. Questa particolare protezione è rappresentata da Michele.
Accompagnati…
Roberto Pasolini
Le parole di un grande Papa riescono ad introdurci nel migliore dei modi nell’atmosfera della festa odierna. E’ da sapere che il termine angelo denota l’ufficio, non la natura: quelli che arrecano annunci ordinari sono detti angeli, quelli invece che annunziano i più grandi eventi sono chiamati arcangeli.
Ascoltando le letture scelte per la memoria liturgica dei santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, si può avere quasi la sensazione di un certo sganciamento dalla vita quotidiana. I riferimenti a draghi, serpenti; cieli aperti e sconvolti da battaglie tra creature celesti sembrano appartenere più alla sceneggiatura di qualche film fantastico che non alla nostra povera esistenza quotidiana. Eppure le parole di Gregorio Magno riescono ad avvicinare alla nostra sensibilità moderna la presenza di queste misteriose figure che curiosamente compaiono in tutti i momenti più importanti della rivelazione biblica. Gli arcangeli non sono altro che messaggeri, attraverso cui Dio comunica all’uomo le cose più importanti per il suo cammino. Non vanno dunque intese come immaginarie presenze che agiscono nella nostra vita sospendendo la nostra libertà, ma piuttosto come preziosi compagni di viaggio che ci aiutano a restare in dialogo con quel Dio che sempre ci parla.
Noi dimentichiamo di quanto la realtà sia sempre collegata al disegno che Dio sta realizzando e soprattutto dimentichiamo che ascoltare la voce di Dio è il solo modo per decifrare la realtà che spesso è così caotica e incomprensibile ai nostri occhi. Il nome di questi potenti alleati celesti ricorda di quali doni abbiamo sempre bisogno per ascoltare la voce di Dio e per metterla in pratica, ci occorre stupore e senso della sua presenza: Michele, chi è come Dio. Ci serve poi una grande libertà interiore per aderire alla sua volontà, ecco Gabriele, fortezza di Dio, ma soprattutto abbiamo bisogno di essere guariti dalle paure e dalle paralisi che bloccano ancora il nostro agire, Raffaele, medicina di Dio. Attraverso questi doni con precisione e discrezione i santi Arcangeli accompagnano il nostro santo viaggio in questo mondo per farci scoprire che la realtà può essere sempre il luogo dove la parola di Dio ancora si compie.