Il perdono è… e non è

Nella vita concreta.
Quando benedico l’appartamento di due nuovi sposi dico sempre: “Questa casa sia luogo di festa e di perdono”. Una coppia che si ama davvero, amplifica le gioie e minimizza gli sbagli, anzi li elimina col perdono.
Il perdono non è una categoria psicologica. Perdonare non coincide col dimenticare o col rimuovere il male subìto o con la capacità di minimizzare l’offesa o col ritenere che riconciliarsi riporterà le cose allo stato di prima. Perdonare non significa giustificare l’altro. Capire sì, giustificare no.
Il perdono non è una categoria politica o giudiziaria: non si identifica con l’amnistia e non si confonde con il condono.
Il perdono è categoria etico/religiosa: esso tocca e rende nuovo il cuore di chi dà il perdono (perché lo ha già dentro di sé) e rende nuovo il cuore di chi riceve il perdono (perché se non cambia dentro, non potrà mai sentirsi perdonato). In questo senso il perdono è un dono bivalente perché è fatto anche agli altri ma innanzitutto a se stessi, alla propria pace e libertà interiore.
Il perdono è una categoria tipicamente cristiana. Gesù, superando la Legge dei nostri fratelli maggiori Ebrei (occhio per occhio dente per dente), ha insegnato che Dio è un Padre che perdona a tutti i suoi figli pentiti e quindi noi, da figli di Dio, dobbiamo scambiarci a vicenda il per-dono che è il superlativo di dono. Non neghiamo che è molto faticoso perdonare a chi è continuamente recidivo o a chi è legato a noi con un rapporto di parentela, tuttavia il perdono cristiano è una sfida alla cultura attuale che tollera ma non perdona.
Il perdono è il più alto livello della carità cristiana. Esso non è rassegnazione per l’amore deluso ma è dono rinnovato, è supplemento d’amore, è rilancio di un amore che sa sempre sperare, stupirsi e stupire. Saper perdonare è segno e custodia di un cuore ancora giovane. La vecchiaia non sta negli anni ma nel cuore: il vecchio ripete: ”Ormai!” e ritiene inutile perdonare. Chi ha il cuore giovane invece dice: “Ancora!” perché ritiene possibile perdonarsi e perdonare, stupirsi e stupire.
Mons. Claudio Livetti
https://donlivetti.wordpress.com
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