22 Agosto
Beata Vergine Maria Regina.
L’incontro reso possibile è la regalità di Maria


the_madonna_of_the_magnificat__hi-1280x720

La regina è colei che “regge” e quindi, secondo la logica del mondo, è lei che governa, ma alla luce del Vangelo chi indica la via è in realtà un “servo”, un compagno di viaggio. Così è per Maria, che oggi la Chiesa ricorda proprio con il titolo di Regina. La sua regalità sta nell’essere la madre di Gesù, la madre di Dio, che con il suo “fiat” ha reso possibile l’incontro tra il Creatore e la creatura. Ma Maria è prima di tutto il volto umano dell’amore infinito di Dio e in questo è ancora più regina, perché essa è il modello, l’icona di un’umanità realizzata. La ricorrenza odierna fu istituita nel 1955 Pio XII, fissata al 31 maggio come culmine del mese dedicato alla Madonna. Venne poi spostata alla data odierna dalla riforma liturgica, che la avvicinò così alla solennità di sette giorni prima, l’Assunzione: Maria è regina perché “guida” sulla strada che porta al Cielo.
Altri santi. San Sinforiano di Autun, martire (257); san Filippo Benizi, sacerdote (1233-1285).

Matteo Liut
Avvenire

La santa Vergine Maria fu assunta in cielo. Ma il suo nome ammirabile rifulse su tutta la terra anche indipendentemente da questo singolare evento, e la sua gloria immortale si irradiò in ogni luogo prima ancora che fosse esaltata sopra i cieli. Era conveniente, infatti, anche per l’onore del suo Figlio, che la Vergine Madre regnasse dapprima in terra e così alla fine ricevesse la gloria nei cieli. Era giusto che la sua santità e la sua grandezza andassero crescendo quaggiù, passando di virtù in virtù e di splendore in splendore per opera dello Spirito Santo, fino a raggiungere il termine massimo al momento della sua entrata nella dimora superna. Perciò quando era qui con il corpo, pregustava le primizie del regno futuro, ora innalzandosi fino a Dio, ora scendendo verso i fratelli mediante l’amore.
Fu onorata dagli angeli e venerata dagli uomini. Le stava accanto Gabriele con gli angeli e le rendeva servizio, con gli apostoli, Giovanni, ben felice che a lui, vergine, fosse stata affidata presso la croce la Vergine Madre. Quelli erano lieti di vedere in lei la Regina, questi la Signora, e sia gli uni che gli altri la circondavano di pio e devoto affetto. Abitava nel sublime palazzo della santità, godeva della massima abbondanza dei favori divini, e sul popolo credente e assetato faceva scendere la pioggia delle grazie, lei che nella ricchezza della grazia aveva superato tutte le creature. Conferiva la salute fisica e la medicina spirituale, aveva il potere di risuscitare dalla morte i corpi e le anime. Chi mai si partì da lei o malato, o triste, o digiuno dei misteri celesti? Chi non ritornò a casa sua lieto e contento dopo d’aver ottenuto dalla Madre del Signore, Maria, quello che voleva?
Maria era la sposa ricca di gioielli spirituali, la madre dell’unico Sposo, la fonte di ogni dolcezza, la delizia dei giardini spirituali e la sorgente della acque vive e vivificanti che discendono dal Libano divino, dal monte Sion fino ai popoli stranieri sparsi qua e là. Ella faceva scendere fiumi di pace e grazia. Perciò mentre la Vergine delle vergini veniva assunta in cielo da Dio e dal Filgio suo, re dei re, tra l’esultanza degli angeli, il giubilo degli arcangeli e le acclamazioni festose del cielo, si compì la profezia del salmista che dice al Signore: «Sta la regina alla tua destra in veste tessuta d’oro, in abiti trapunti e ricamati» (Sal 44, 10 volg.)
(Om. 7; SC 72, 188. 190. 192. 200)


Pio XIa l’I aveva istituito nel 1955 questa festa datandola al 31 maggio, ma poi è stata trasferita nel giorno ottavo dell’Assunta per sottolineare il legame della regalità della Vergine con la sua glorificazione corporea, come afferma la costituzione Lumen Gentium del Concilio Vaticano II: «Maria fu assunta alla celeste gloria e dal Signore esaltata come Regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata al suo Figlio». Il fondamento di questo titolo regale della ”Madre del Signore” è biblicamente certo. Già nei congressi mariani di Lione (1900), di Friburgo (1902) e di Einsiedeln (1906) si chiedeva l’istituzione di questa celebrazione, e ancor più lo si fece dopo la creazione di quella di Cristo Re nel 1925. Poi il Movimento internazionale Pro regalitate Mariae, sorto a Roma nel 1933, raccolse petizioni in tutto il mondo a favore di questa festa che Pio XII, nel centenario della definizione del dogma dell’Immacolata Concezione, nel 1954, rese possibile con l’enciclica Ad coeli Reginam, offrendone le motivazioni storico-teologiche. Bisogna dire comunque che in alcune iconografie antiche, a partire dal secolo IV, accanto al Cristo Pantocratore (Onnipotente, Signore del mondo) si trova spesso raffigurata la Madre, che nel Medioevo ricevette il titolo di Regina in vari inni, in uso ancora oggi (Salve Regina, Regina coeli, Ave Regina coelorum), titolo che ritroviamo nei misteri del rosario e nelle litanie Lauretane. Ma è interessante vedere come anche nel “prefazio” della festività liturgica odierna ci viene spiegata la ragione di questo singolare privilegio riconosciuto a Maria Santissima: «Tu hai voluto incoronare la Madre di Cristo di un diadema regale perché potesse dimostrare ai suoi figli con più valido aiuto la sua benevolenza e il suo amore. Noi ci allietiamo oggi per la sua dignità singolare e, gioiosi del dono ricevuto, uniti a tutti i cittadini del cielo, con voce concorde eleviamo a Te, o Padre, l’inno di lode»

http://www.famigliacristiana.it