XXIII Domenica del T. O. – Anno B

Letture

  • Isaia 35,4-7
  • Salmo 145
  • Giacomo 2,1-5
  • Marco 7,31-37

Riflessioni

Le indicazioni geografiche del Vangelo di Marco inquadrano il miracolo della guarigione del sordomuto in regioni periferiche, lontane dai centri abituali del popolo ebraico. Tiro, Sidone, mare di Galilea, Decàpoli… (v. 31) corrispondono oggi al sud del Libano e alla regione settentrionale di Israele. Fanno parte dei frequenti scenari di conflitti bellici che insanguinano oggi vaste regioni del Medio Oriente. Per quelle strade, che erano zone di pagani e di commercianti, passò un giorno Gesù, suscitando lo stupore di tutti: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!» (v. 37). Il miracolo della guarigione del sordomuto può avere anche un’applicazione emblematica a tutte le situazioni di conflitto: le soluzioni nascono ascoltandosi e dialogando.

Il messaggio della Parola di Dio in questa domenica è globale, va in profondità: è un invito ad ascoltare Dio e ascoltare il povero per amore di Dio, fino ad annunciargli che Dio fa bene ogni cosa (v. 37) e opera il bene per tutti, indistintamente. Il verbo ascoltare abbonda nell’Antico Testamento (più di 1.100 volte), riferito in primo luogo a Dio che ascolta sempre il grido del povero; riferito spesso all’uomo: “Ascolta, Israele…” (Dt 6,4). Perciò la sordità è considerata, nella Bibbia, una patologia grave, perché evoca il non-ascolto della Parola di Dio. Quando Dio interviene per salvare il popolo, gli apre simbolicamente gli occhi, gli orecchi, la bocca… (I lettura), perché possa vedere, ascoltare, parlare, saltare: entrare, cioè, in contatto con Dio e con i fratelli. In questo modo, assicura il profeta, l’acqua vitale scorrerà anche nella steppa e nel deserto (v. 6-7).

«Il primo servizio che dobbiamo rendere ai fratelli è quello dell’ascolto. Chi non sa ascoltare il proprio fratello, presto non saprà neppure ascoltare Dio» (Dietrich Bonhöffer). Chi ha fatto veramente l’esperienza di ascoltare Dio, sa ascoltare anche il fratello e farsi suo accompagnatore per condurlo a Dio, come nel caso del sordomuto, che qualcuno condusse presso Gesù pregandolo di imporgli la mano (v. 32). Accompagnare, prendersi cura, condurre altri è il gesto missionario per eccellenza, un gesto che corrisponde ai genitori, ai padrini, agli educatori, ai volontari…, nella consapevolezza, però, che solo Dio può pronunciare con efficacia l’effatà (apriti: v. 34), che tocca il cuore delle persone e le fa giungere alla fede. 

Gli effetti del miracolo di Gesù sono descritti come apertura degli orecchi, come scioglimento della lingua, come correttezza nel parlare, come stupore e proclamazione missionaria del fatto avvenuto (v. 35-37). Il Card. Carlo M. Martini, nella sua lettera pastorale “Effatà, Apriti” (Milano 1990) commentava: «Tale capacità di esprimersi diviene contagiosa e comunicativa… La barriera della comunicazione è caduta, la parola si espande come l’acqua che ha rotto le barriere di una diga. Lo stupore e la gioia si diffondono per le valli e le cittadine». Nel mondo attuale, che insegue ad ogni costo la comunicazione rapida, virtuale, on-line, resta la sfida di umanizzare la comunicazione, aprirne i canali a tutti i livelli e con ogni persona, con un’attenzione speciale ai più deboli e ai più lontani. (*)

Fra le persone da ascoltare – che sono poi tutte le persone, senza esclusione di alcuna! – Dio ci insegna che ci sono i ‘preferiti’, cioè i poveri. Egli dà coraggio ai più deboli, cura i malati e i derelitti (I lettura). Da parte sua, San Giacomo (II lettura) dichiara perversi (v. 4) i giudizi di quanti discriminano le persone in base alla condizione socio-economica e afferma un principio generale di condotta: «Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno?» (v. 5). Questa scelta dei poveri non deve escludere nessuno; non è un’opzione facoltativa o alternativa, ma un criterio di azione: è lo stile di Dio, e quindi diventa un’imposizione per l’attività pastorale e missionaria della Chiesa, come afferma con forza San Giovanni Paolo II: «Stando alle inequivocabili parole del Vangelo, nella persona dei poveri c’è una presenza speciale di Cristo, che impone alla Chiesa un’opzione preferenziale per loro. Attraverso tale opzione, si testimonia lo stile dell’amore di Dio, la sua provvidenza, la sua misericordia» (Novo Millennio Ineunte (2001), n. 49). Soltanto così l’annuncio missionario diventa credibile e universale.

Parola del Papa

(*) «Gesù guarisce in terra pagana un sordomuto. Prima lo accoglie e si prende cura di lui con il linguaggio dei gesti, più immediati delle parole; e poi con un’espressione in lingua aramaica gli dice: “Effatà”, cioè apriti, ridonando a quell’uomo udito e lingua… Possiamo vedere in questo segno l’ardente desiderio di Gesù di vincere nell’uomo la solitudine e l’incomunicabilità create dall’egoismo, per dare volto ad una nuova umanità, l’umanità dell’ascolto e della parola, del dialogo, della comunicazione, della comunione con Dio».

Benedetto XVI

Omelia a Viterbo (6.9.2009)

Sui passi dei Missionari

5-12 A Budapest (Ungheria) si celebra il 52° Congresso Eucaristico Internazionale, con il tema: «Sono in te tutte le mie sorgenti» (Sal 87,7). 

5 S. Madre Teresa di Calcutta-Agnese Gonxha Bojaxiu (1910-1997), nata da una famiglia albanese nella Macedonia del Nord. Dopo alcuni anni come religiosa e professoressa in un collegio di Calcutta, nel 1948 uscì dalla sua congregazione per seguire una “seconda chiamata” del Signore.Appassionata della sete di Gesù in croce («Ho sete», Gv 19,28), si dedicò all’assistenza dei più derelitti, in India e nel resto del mondo. Fondò due istituti: le Missionarie della carità (1950) e i Missionari della carità (1984). Si considerava “la piccola matita di Dio”. Si consacrò alla difesa della vita in tutte le sue tappe, specialmente contro l’aborto.

6 SdD. Maurice Michael Otunga (Kenia, 1923-2003), vescovo a 34 anni, padre conciliare, cardinale arcivescovo di Nairobi. Fu un pastore umile e compassionevole, uomo di profonda fede, povertà austera e carità. Destinava le sue offerte ai poveri. Considerava il tribalismo «una piaga della Chiesa e della società in Africa». Fu una personalità di alto profilo ecclesiale. 

7 B. Giovanni Battista Mazzucconi (1826-1855), martire, sacerdote missionario italiano del Pime, ucciso nell’isola di Woodlark (Papua Nuova Guinea), dopo appena due anni dal suo arrivo.

8 Festa della Natività della B.V. Maria – «La sua nascita ha annunziato la gioia al mondo intero» (S. Giovanni Damasceno, sec. VIII).

B. Federico Ozanam (1813-1853), laico francese, sposato, laureato in lettere e diritto, professore alla Sorbona. Difese e propagò le verità della fede. Fu uomo di carità e santità, sempre dedito ad aiutare i poveri. Fondò per loro le Confraternite di san Vincenzo de’ Paoli, presenti oggi in più di 100 Paesi.

∙ Giornata mondiale dell’Alfabetizzazione, istituita dall’Unesco nel 1965.

9 S. Pietro Claver (1580-1654), missionario gesuita spagnolo, per oltre 40 anni al servizio degli schiavi africani che arrivavano a Cartagena (Colombia), trasportati dai trafficanti di schiavi. Scelse di essere «Servo degli africani per sempre». È il patrono dell’apostolato fra i neri. «Seppe restaurare la dignità e la speranza di centinaia di migliaia di neri e di schiavi» (Papa Francesco).

B. Giacomo Désiré Laval (1803-1864), medico francese e sacerdote della Congregazione dello Spirito Santo. Dal 1841 fu missionario tra gli africani liberati a Port-Louis (Isola di Maurizio).

∙ Ricordo di Joachim Ruhuna (1933-1996), arcivescovo di Gitega (Burundi), ucciso da una banda armata durante la guerra civile. Apparteneva all’etnia tutsi e lottò tenacemente a favore della pace, la riconciliazione e il dialogo tra hutu e tutsi. Due mesi prima di essere ucciso, durante i funerali di oltre 300 vittime della strage di Bugendana, aveva condannato apertamente gli autori di quella ecatombe.

10 Bb. 67 Martiri a Nagasaki, giapponesi, uccisi nel 1622, in mesi differenti. In un primo gruppo di 52 figurano: Sebastiano Kimura (gesuita giapponese), Carlo Spinola (gesuita italiano), Francesco Morales (domenicano spagnolo), e altri 49 compagni, fra i quali sacerdoti, religiosi, sposi, catechisti, vedove, giovani. In un secondo gruppo figurano 15 martiri: Ludovico Flores (domenicano fiammingo), Pietro de Zúñiga (agostiniano spagnolo), e 13 marinai giapponesi. (Vedi anche 6/2; 25/8; 24/11).

∙ Ricordo della prima partenza di S. Daniele Comboni per l’Africa, Sudan, nel 1857, assieme a 4 preti e 1 laico, membri della spedizione missionaria dell’istituto veronese di don Nicola Mazza.

11 S. Giovanni Gabriele Perboyre (1802-1840), sacerdote lazzarista francese martire, missionario in Cina. Fu incarcerato, sospeso in croce e strangolato, nella provincia del Hubei.

∙ Anniversario dell’attentato aereo alle Torri Gemelle, avvenuto nel 2001 a New York (Usa). La tragedia segnò una radicale svolta nelle strategie del terrorismo internazionale e, al tempo stesso, provocò una nuova coscienza dei rapporti fra i popoli e le culture, alla ricerca di una convivenza più sicura e pacifica.

12-15 Papa Francesco a Budapest (Ungheria) per la solenne conclusione del 52° Congresso Eucaristico Internazionale. – 12-15: visita pastorale di Papa Francesco in Slovacchia.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   http://www.comboni.org    “Parola per la Missione”

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